Combo tra Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (Ansa)
Combo tra Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti (Ansa)

Milano, 22 settembre 2015 - La Corte di Cassazione ha deciso che il processo d'appello Ruby bis (LE TAPPE DELLA VICENDA) a carico di  Emilio Fede e Nicole Minetti è da rifare. La terza sezione penale della Suprema Corte ha accolto i ricorsi dei due imputati. «Inammissibile» quello della Procura della Corte d'Appello di Milano che chiedeva condanne più alte e il ripristino dell'accusa di favoreggiamento alla prostituzione minorile di Ruby. Al primo giro in appello Fede era stato condannato a 4 anni e 10 mesi, Minetti a 3 anni. In primo grado, invece, Fede era stato condannato a 7 anni, come Lele Mora, la Minetti a 5.

Nel corso della giornata il procuratore generale Angelillis aveva sostenuto nella sua requisitoria la necessità di confermare la condanna a 3 anni di reclusione inflitta all’ex consigliera della Regione Lombardia Nicole Minetti, aumentando quella di Emilio Fede ("Dire che Fede non conosceva l’eta’ di Ruby contrasta con tutte le altre affermazioni contenute nella sentenza d’appello") per il quale andava rifatto il processo annullando con rinvio in appello la sentenza. Il sostituto pg della Cassazione aveva accolto così le tesi contenute nel ricorso presentato dalla procura generale di Milano. Il collegio, presieduto da Claudia Squassoni, ha invece dichiarato inammissibile il ricorso della procura generale milanese. La Suprema Corte non ha condiviso le conclusioni del sostituto pg Angelillis e ha quindi disposto un processo d'appello bis per l'ex direttore del Tg4 e l'ex consigliera della Regione Lombardia. Intanto è gia’ passata in giudicato la condanna a 6 anni e 1 mese per l’ex ‘guru dei vip’ Lele Mora. Con il venir meno dell'accusa più grave, a carico dei due imputati è rimasta l'accusa di favoreggiamento della prostituzione di 29 ragazze maggiorenni e, per il solo Fede, quella del tentativo di indurre alla prostituzione altre tre ragazze.

SOLLIEVO FEDE - "Quello di oggi e' un grande risultato che cancella definitivamente l'accusa di induzione alla prostituzione minorile, ponendo paletti importanti sulla vicenda". Lo ha dichiarato l'avvocato di Fede, Maurizio Paniz, commentando il verdetto. "Ho sempre avuto fiducia nella giustizia - ha aggiunto - anche di fronte a sentenze pesanti di condanna. Con questa fiducia mi affido al nuovo grado di giudizio". Il penalista ha raccontato la reazione di Fede alla sentenza: "Mi ha ringraziato, ed era rassicurato".