NICOLA PALMA E MARIANNA VAZZANA
Cronaca

Incendio Casa dei Coniugi, il video dell’anziano che fuma in camera. Blitz a campione nelle Rsa

Il filmato risale al 2022: impianti ko anche alla Virgilio Ferrari. Informazione di garanzia alla direttrice Zerletti. Controlli dei pompieri in altre strutture

Milano, 11 luglio 2023 – Un anziano che fuma una sigaretta in una stanza della Rsa "Virgilio Ferrari", con il tubicino dell’ossigeno infilato in una narice. Nel video, inviato al Giorno da fonti interne alla residenza gemella della "Casa per Coniugi", il degente ha un’espressione corrucciata, come se l’interlocutore che lo sta riprendendo lo stia rimproverando per quel comportamento severamente vietato dal regolamento interno.

Chi lavora lì da anni ha riconosciuto quella persona: si tratta del signor F., ospite del primo piano di via dei Panigarola deceduto nel 2022. Di conseguenza, quel filmato risale a più di un anno fa. E questo particolare fa pensare che il malfunzionamento dell’impianto di rilevazione fumi fosse un problema annoso pure alla Virgilio Ferrari, non solo alla Casa per Coniugi dove venerdì scorso si è sviluppato l’incendio costato la vita alle due pazienti della stanza 605 Nadia Rossi e Laura Blazek, i cui corpi sono stati trovati carbonizzati dai pompieri, e a Mikhail Duci, Paola Castoldi, Loredana Labate e Annamaria Garzia, asfissiati dal fumo sprigionato dalle fiamme.

Non a caso , in entrambe le strutture era in servizio dal 3 luglio un addetto antincendio, incaricato di monitorare gli spazi comuni dalle 21 alle 7. Una soluzione d’emergenza, hanno chiarito ieri da Proges, introdotta il 3 luglio "per far fronte alle turnazioni estive" dei dipendenti, che, proprio per ovviare ai rilevatori ko da più di un anno, erano stati preparati per i restanti mesi con "corsi antincendio supplementari e istruzioni operative specifiche per far fronte a una situazione di oggettiva criticità strutturale". Contromisure temporanee per far fronte a un problema esteso e risalente nel tempo, che, stando a quanto emerso finora, spettava ai proprietari del Comune risolvere con un intervento strutturale.

"Noi abbiamo fatto una gara che era stata aggiudicata, e poi abbiamo avuto un’interdittiva. Cioè chi aveva avuto l’aggiudicazione poi era stato giudicato dalla Procura inadatto alla gestione", ha spiegato sabato il sindaco Giuseppe Sala.

Stando a quanto verificato dal Giorno , la ditta, individuata come unico operatore economico di un accordo quadro per la manutenzione straordinaria degli impianti tecnologici di alcuni immobili pubblici (non solo le Rsa), è stata poi colpita da un’interdittiva emessa dalla Prefettura di Napoli, territorio dove evidentemente l’azienda ha la sua sede legale; di conseguenza, la procedura si è bloccata.

Anche su questi aspetti si concentreranno le indagini della Procura, che per adesso si stanno focalizzando soprattutto sulla dinamica del rogo e sulla gestione delle primissime fasi dell’emergenza scattata poco dopo l’una di venerdì, nell’intervallo di tempo intercorso tra la prima richiesta di aiuto arrivata dalla 605 e la chiamata al 112 per richiedere l’intervento dei soccorsi.

Del primo filone si stanno occupando gli specialisti del Nucleo investigativo antincendi dei vigili del fuoco: secondo l’ipotesi emersa già nelle prime ore, il rogo sarebbe stato innescato da un mozzicone ancora acceso e accelerato dall’ossigeno contenuto in una bombola. Accertamenti in corso pure sul malfunzionamento degli allarmi delle camere (funzionavano solo i segnali visivi, non quelli sonori), sulle dotazioni antincendio (anche se Proges ha più volte precisato che gli estintori sono presenti e funzionanti) e sul materiale di cui si compongono i letti della Rsa.

Gli investigatori della Squadra mobile guidati dal dirigente Marco Calì stanno invece ricostruendo i drammatici minuti di quella notte, attraverso le testimonianze di chi era presente: ieri è stato ascoltato un dipendente di turno, oggi sarà la volta di due suoi colleghi. Intanto, ieri è stato anche il giorno della prima accelerazione nell’indagine per omicidio colposo plurimo, lesioni colpose e incendio colposo, coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dai pm Maura Ripamonti e Sara Arduini: la direttrice della struttura, Claudia Zerletti, ha ricevuto un’informazione di garanzia in cui le si chiede di nominare un avvocato ed eleggere un domicilio, preludio all’iscrizione nel registro degli indagati.

Un destino che, stando a quanto risulta, dovrebbe accomunare entro giovedì altre quattro-cinque persone, tra le quali potrebbero esserci pure tecnici comunali: tutti potranno scegliere un legale e un consulente di parte in vista delle autopsie sui corpi delle vittime, che dovrebbero iniziare venerdì. A breve inizieranno anche i blitz a campione dei vigili del fuoco nelle residenze per anziane cittadine, per verificare l’efficienza dei sistemi di sicurezza e per evitare che tragedie come quella di via dei Cinquecento si ripetano in futuro.