Rapinarono e sequestrarono minore, estradato l’ultimo della banda

L'ultimo membro della banda responsabile del sequestro di un adolescente a Cassano d'Adda è stato estradato e arrestato. La banda, composta da tre italiani e due albanesi, aveva rapito il ragazzo per estorcere denaro. Dopo un'indagine e l'arresto dei primi quattro membri, il quinto era fuggito in Albania ma è stato localizzato e arrestato.

È arrivato sabato a Fiumicino, dopo l‘estradizione, l‘ultimo componente della banda - tre italiani e due albanesi, tutti tra i 20 e i 23 anni - che l‘estate scorsa aveva sequestrato a scopo di estorsione un 17enne a Cassano d‘Adda e Vaprio. Due episodi a distanza ravvicinata: la vittima, sempre la stessa, il ragazzino finito nel mirino dei cinque. I primi fermi dei carabinieri di Pioltello risalgono al 14 agosto, uno dei componenti però era scappato e si era consegnato una settimana dopo, il quinto invece era tornato nel paese d‘origine, dove era finito in manette a ottobre grazie alla collaborazione della polizia albanese, in attesa di tornare in Italia, i tempi non erano certi, ma ora anche per lui si sono aperte le porte di San Vittore. I fatti. La prima aggressione, il 9 agosto, l‘adolescente viene avvicinato in un pub dal gruppetto, con precedenti penali e molto noto nella zona. In quella occasione i malviventi avevano adocchiato il ragazzo e si erano impossessati, dopo averlo minacciato, della sua felpa e del denaro contante che aveva in tasca. L’11 agosto, il sequestro. Il minorenne era stato approcciato vicino a una pizzeria a Vaprio, rapinato sotto l‘intimidazione di un cric, poi prelevato con la forza e caricato in auto. Per lui lunghe ore di prigionia e terrore: i rapitori lo avevano condotto in una località appena fuori Cassano e pretendevano, a fronte del “rilascio”, il versamento di mille euro. Qualche ora dopo lo avevano comunque abbandonato, a Canonica d’Adda. Il ragazzo era tornato a casa, a Vaprio, a piedi, il giorno dopo era scattata la denuncia. Di qui l’attività investigativa e la ricostruzione dei fatti, passata anche dall’ascolto di testimoni, dall’acquisizione dei filmati delle telecamere di videosorveglianza. I primi tre soggetti fermati erano stati portati a San Vittore, un quarto si era reso irreperibile. Localizzato a Monza, si era costituito in un momento successivo. A completare la rosa mancava il quinto, fuggito in Albania. Bar.Cal.

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