Rapinato e chiuso nel bagagliaio di un'auto: caccia agli aggressori del Parco delle Cave

Ragazzi costretti a scendere dalla macchina e a consegnare soldi e cellulari: uno è stato spinto con la forza nel vano dell’auto. I carabinieri cercano gli autori dell’agguato: uno ha le nocche tatuate

Indagano i carabinieri (Archivio)

Indagano i carabinieri (Archivio)

Milano, 13 gennaio 2024 – Il blitz all’improvviso con le lame in pugno. Uno dei derubati rinchiuso nel bagagliaio di una macchina. L’altro costretto a seguire i rapinatori all’interno di un’area verde e poi abbandonato lì. Il ritorno a casa, la telefonata allarmata al 112 e le indagini dei carabinieri per risalire ai due uomini misteriosi.

Agguato al Parco delle Cave

La sequenza, stando al racconto delle vittime, sarebbe andata in scena nella notte tra lunedì e martedì in via Broggini, a due passi da uno degli ingressi del Parco delle Cave, in zona Baggio.

Stando alla ricostruzione fatta ai carabinieri da due amici di 25 e 27 anni, uno dei quali abita a poche centinaia di metri di distanza dal luogo del raid, gli aggressori sono entrati in azione poco dopo l’una: si sono avvicinati all’auto dei ragazzi, hanno spalancato le portiere e hanno ordinato loro di scendere e di consegnare i cellulari, minacciandoli con un coltello e con una lametta.

Il ventisettenne, residente in zona San Siro, è stato derubato dei 20 euro che teneva nel portafogli, colpito con un pugno in faccia e spinto con la forza nel bagagliaio della macchina. Poi i due sconosciuti hanno preso il venticinquenne e l’hanno costretto ad addentrarsi con loro nel Parco delle Cave, per poi lasciarlo lì da solo e sparire nel nulla.

La chiamata ai carabinieri

I due derubati, che per fortuna non hanno riportato gravi ferite e non hanno dovuto ricorrere alle cure mediche, si sono recati a casa del venticinquenne e da lì hanno chiamato la centrale operativa di via Moscova per riferire quanto accaduto. I fuggitivi sono stati descritti come ragazzi di circa 20 anni, presumibilmente nordafricani, alti circa 1,80 metri e vestiti di scuro; uno dei due, secondo le testimonianze, avrebbe evidenti tatuaggi sulle nocche di una mano.

Le prime ricerche dei militari nella zona non hanno dato esito, ma gli accertamenti investigativi sono ancora in corso per accertare la dinamica dell’accaduto e dare un volto agli aggressori di via Broggini.

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