"Quei monumenti sulle rotatorie sono un pericolo da evitare"

L’ingegnere esperto di mobilità: leggi e indirizzi spesso non rispettati

"Quei monumenti sulle rotatorie sono un pericolo da evitare"
"Quei monumenti sulle rotatorie sono un pericolo da evitare"

Monumenti sulle rotonde, dossi che diventano ostacoli per i mezzi di soccorso, gradini troppo alti per garantire l’incolumità degli motociclisti. Se è vero che distrazione e alta velocità sono le principali cause degli incidenti stradali, è altrettanto vero che anche il modo con cui sono costruite le strade può esser dirimente. "Spesso le strade vengono costruite in modo sbagliato, andando contro le leggi", spiega Riccardo Gozio, ingegnere, presidente del Groc, Gruppo rotariano comunitario Safety Road for Life, nonché membro del Cescam (Centro studi città amica per la sicurezza nella mobilità diretto da Giulio Maternini) dell’Università degli Studi di Brescia.

A Iseo, ad esempio, si segnala la rotatoria dopo la galleria di 1.500 metri è ellittica, per cui si entra tangenzialmente, nonostante sia vietato dal Codice della strada. "Anche i monumenti – prosegue Gozio, che purtroppo conosce bene il dolore della perdita di un figlio per incidente stradale – delle rotatorie sono molto pericolosi per la sicurezza stradale. Le leggi ci sono e, dove non ci sono le norme, ci sono comunque degli indirizzi di legge regionali che migliorerebbero la sicurezza, ma tante volte non vengono applicati".

Dovrebbero esserci anche dei tecnici per la verifica della realizzazione corretta delle strade: l’Europa ha previsto che ci sia un albo, ma in Italia non è ancora stato fatto. Anche quando uno scontro è avvenuto, la tecnologia può aiutare a migliorare la sicurezza di chi deve fare i rilievi e ad incrementare la precisione, utile poi per stabilire le cause in sede giudiziaria. A Travagliato (nel Bresciano), ad esempio, è stato adottato il sistema di rilievo tramite drone, proposto dal Groc, che consente di avere in tempi rapidi e con precisione tutti i dati necessari per stabilire le dinamiche degli incidenti. "La principale causa di morte tra i ragazzi è proprio l’infortunistica stradale – ricorda Gozio –. Prendere gli accorgimenti per ridurre il rischio è fondamentale e non più rimandabile".

F.P.

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