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9 nov 2019

Inzago, panino e birra fanno inclusione con "La Differenza social pub"

Per stare in compagnia in un luogo dove "promuovere una comunità solidale"

9 nov 2019
marco galvani
INZAGO - APERTURA "LA DIFFERENZA SOCIAL PUB" LOCALE GESTITO DA COOPERATIVA DISABILI - FABIO SPINO, LUIGI CILIBERTI E GIUSEPPE CUSUMANO - FOTO CANALI/NEWPRESS
Apertura de "La differenza social club" (Newpress)
INZAGO - APERTURA "LA DIFFERENZA SOCIAL PUB" LOCALE GESTITO DA COOPERATIVA DISABILI - FABIO SPINO, LUIGI CILIBERTI E GIUSEPPE CUSUMANO - FOTO CANALI/NEWPRESS
Apertura de "La differenza social club" (Newpress)

Inzago (Milano), 9 novembre 2019 - Metti una sera a cena. Non una solita sera. E nemmeno la solita cena. Davanti a un panino e a una birra. Per stare in compagnia in un luogo dove «promuovere una comunità solidale». Carmen Crippa è il direttore della cooperativa Archè di Inzago e la mente di un progetto nobile e coraggioso: La Differenza social pub. Dopo due anni di meditazione, con le risorse messe da parte negli ultimi bilanci, la cooperativa ha rilevato uno storico locale in paese, in via Mazzini, per fare la differenza. Dietro al bancone Fabio Spino, esperto di ristorazione e socio del birrificio Muttnik, prepara le ordinazioni (in attesa che la prossima settimana arrivi un cuoco).

La sala è tutta nelle mani di Giuseppe e Luigi, due ventenni che, tramite Afol Metropolitana e grazie all’opportunità offerta dalla cooperativa a persone svantaggiate, ora hanno un lavoro. Giuseppe, piglio deciso e carattere smart, copre il fine settimana, Luigi, il più timido e introverso, lavora lunedì, mercoledì e giovedì. Accolgono i clienti, prendono le comande e servono. Si comincia così. Grazie anche a una rete di partner che sostengono il progetto con i loro prodotti, dalle carni ai formaggi, dalla pasta fresca al pane. Fino alla birra artigianale. Con Muttnik che ne ha prodotte tre per La Differenza. Un marchio che è il titolo della canzone-inno fatta dai ragazzi del Centro socio-educativo di Archè e un messaggio di inclusione: «Al pub vogliamo parlare di bellezza e di diversità, anche con incontri culturali».

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