Gli autisti Ncc in presidio davanti a Palazzo Marino
Gli autisti Ncc in presidio davanti a Palazzo Marino

Milano, 7 novembre 2018 - Una media di quattro multe al giorno solo nel territorio di Milano, una pioggia di ricorsi e giudici che si devono districare in un «pasticcio normativo». Pressing sul Governo per la revisione di una legge che «limita le condizioni di lavoro» per gli autisti Ncc (Noleggio con conducente). Autisti che ieri si sono riuniti in presidio davanti a Palazzo Marino, con le associazioni di categoria Assoconducenti Professionisti Riuniti e Federnoleggio e il segretario del Partito Liberale Carlo Marnini. Chiedono lo stop ad «azioni repressive che nascono da errate interpretazioni delle norme in vigore», cioè i controlli della polizia locale e le multe per chi viene sorpreso mentre prende contatti con i clienti (al telefono i tramite app) direttamente in auto senza rientrare prima nella rimessa, come prevede la normativa di settore. Una battaglia fra autisti Ncc e tassisti che si combatte nelle stanze della politica (a Palazzo Marino è stata presentata un’interrogazione dal consigliere comunale della Lega Massimiliano Bastoni) e sulla strada, fra scambi di accuse di concorrenza sleale e distorsioni del mercato.

«Siamo soggetti anche ad aggressioni fisiche e verbali - spiega un autista - l’ultima poche ore fa in piazzale Lagosta. Hanno scagliato un bullone contro l’auto parcheggiata di un collega». Solo a Milano sono circa 3.000 gli autisti Ncc, e il numero è in costante crescita di pari passo con la diffusione di app come Uber. «Chiediamo al Governo di fare chiarezza - spiega Luigi Pacilli, presidente di Federnoleggio - evitando di penalizzare un settore che in Italia conta oltre 40mila aziende e 250mila occupati». L’obiettivo è ottenere la revisione della legge del 1992 e l’abrogazione di un comma del 2008 soggetto a continue proroghe - l’ultima scadrà a fine anno - che inasprisce le sanzioni per chi sgarra. Oltre alla multa il fermo del mezzo fino a due mesi e, al terzo fermo, la revoca dell’autorizzazione. «In queste condizioni in tanti rischiano di rimanere senza un lavoro», spiega Giovanni Kalori, titolare della società milanese Ncc-Booking. Sulla stessa linea Carmelo Scalia, della M3 Limousine, che vanta fra i clienti Adriano Celentano e Antonio Albanese.

In sostanza gli Ncc e i titolari di agenzie chiedono di poter ricevere le prenotazioni direttamente sull’auto, senza il vincolo del rientro nella rimessa. Nella vicenda si innesta anche il caos dei ricorsi contro le multe, in alcuni casi vinti e in altri persi. «In otto casi su dieci abbiamo ottenuto almeno la sospensione del fermo dell’auto da parte del giudice di pace», sottolinea l’avvocato Marco Cerioni. Dall’altra parte della barricata i tassisti: chiedono tutele per una categoria che rischia di finire schiacciata dal lavoro via app. «Noi non abbiamo il giochino delle applicazioni», spiega Guido Grassi, tassista che ha osservato a distanza il presidio milanese con il collega Sandro Legrottaglie. «La legge non deve essere cambiata - prosegue - e bisogna indagare su chi sono i veri proprietari delle licenze». E le aggressioni denunciate dagli Ncc? «Gli animi sono esasperati».