Produttività, l’Italia a passo di lumaca rispetto agli altri Paesi Ue

La produttività del lavoro in Italia è cresciuta solo dello 0,5% all'anno tra il 2014 e il 2022, molto meno rispetto alla media europea dell'1,3%. Anche la produttività del capitale è stata bassa. Il divario con gli altri Paesi europei è ampio.

Clerici*

La produttività di un Paese è considerata un indicatore chiave di crescita o contrazione economica e di competitività anche nei confronti internazionali. Il rapporto Istat 2023, analizzando il periodo 2014-2022, mostra che in Italia il tasso medio annuo di crescita della produttività del lavoro è stato dello 0,5 per cento a fronte di una crescita dell’1,3 per cento nell’Unione Europea. Meglio è andata, 0,9 per cento, la crescita della produttiva del capitale, cioè l’efficienza con cui il capitale viene impiegato nel processo produttivo. Ampliando l’arco temporale al periodo 1995-2022, la crescita media annua della produttività del lavoro in Italia (0,4 per cento) è stata decisamente inferiore a quella realizzata nel resto d’Europa (1,6 per cento). Tassi di incremento più in linea con la media europea sono stati registrati dalla Francia (1,0 per cento), e dalla Germania (1,3 per cento). Anche la Spagna registra un tasso di crescita (0,6 per cento) più basso della media europea ma lievemente superiore a quello dell’Italia. Il divario rispetto alle altre economie europee è risultato particolarmente ampio in termini di evoluzione del valore aggiunto: in Italia la crescita media annua è stata dello 0,8%, assai inferiore a quella della media della Ue27 (1,8 per cento). Le ore lavorate, al contrario, hanno registrato variazioni complessivamente più limitate: una stazionarietà in Germania, 0,4 per cento in Italia, 0.7 per cento in Francia. Soltanto la Spagna, tra i principali Paesi Ue, ha segnato una crescita più accentuata (1,2 per cento). Nel 2022 la produttività del lavoro è diminuita nei settori delle Attività finanziarie e assicurative (2,7 per cento), dei Servizi di informazione e comunicazione (1,8 per cento), dell’Istruzione, sanità e assistenza sociale (1,4 per cento) e delle Attività professionali (1,3 per cento). Un calo mostra anche la produttività del lavoro nell’Industria (2,4 per cento). Cresce invece sensibilmente nel settore del Commercio, trasporti, alberghi e pubblici esercizi e nelle Costruzioni.

*Presidente Assoedilizia

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