Manifestazione sindaci "Non un treno di meno" sotto il Pirellone
Manifestazione sindaci "Non un treno di meno" sotto il Pirellone

Milano, 13 novembre 2018 -  Oltre cinquanta tra sindaci lombardi e rappresentanti dei pendolari si sono trovati in presidio questa mattina davanti al Pirellone per contestare "l'inerzia della Regione nell'affrontare i problemi del trasporto ferroviario" nella  manifestazione "Non un treno di meno" indetta dal Pd lombardo, nel giorno in cui il Consiglio regionale della Lombardia discute di questo tema. "Siamo qui perché, a fronte di un servizio già inaccettabile, il famoso piano di Piuri, Fontana e Terzi prevede
un ulteriore taglio di treni con sostituzione di autobus. È inaccettabile", ha spiegato il consigliere Pd Pietro Bussolati. "Non c'è un piano di lungo periodo per risolvere i problemi dei pendolari, e nel breve non c'è un piano emergenziale anzi hanno tagliato del 5% le corse - ha aggiunto Bussolati -. Chiederemo una gara pubblica europea al termine della scadenza del contratto nel 2020 e che ci sia un piano emergenziale anche con i prefetti lombardi". 

TRENI_34962828_114517Al presidio ha partecipato anche Giorgio Gori, sindaco di  Bergamo ed ex sfidante di Attilio Fontana alle ultime regionali. "La situazione dei treni regionali è disastrosa, ogni giorno è un bollettino di guerra", ha spiegato, e "la risposta di Trenord e Regione è totalmente assente. Inaccettabile, soprattutto in un momento in cui altre regioni vedono arrivare con continuità treni nuovi grazie agli accordi presi tre amministrazioni regionali e Ferrovie dello Stato. La Lombardia - conclude Gori - è stata ferma ed è paralizzata da uno scontro di potere tra Trenord ed Fs".

L'auspicio del governatore lombardo Attilio Fontana è che il Governo, sulla vicenda Trenord, "possa manifestare quella stessa volontà di discontinuità e di cambiamento che la Regione ha dato prova di avere negli ultimi mesi". Intervento in aula, durante il Consiglio regionale, Fontana si è detto soddisfatto del cambio ai vertici aziendali di Fs, con annessa "una rinnovata volontà di investimento nella nostra  Regione" e con una diversa considerazione di Trenord, "non più' solo mero asset ai fini di più ampie manovre finanziarie". La speranza, ha aggiunto Fontana, è che ora questa volontà vada al di là di quello fatto fino ad ora, ossia "14 treni usati e un ausilio in termini di personale". Ci vuole di più, considerando che "lo scorso luglio Trenitalia aveva già messo in vendita un gran numero di convogli". Concretezza è  la parola d'ordine che, secondo il governatore lombardo, deve già tradursi a partire dall'incontro con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli in programma domani. 

"A Toninelli - ha aggiunto Fontana - ribadiremo che siamo anche disponibili a cercare altri soci o a valutare altre modalità di gestione, se necessario", perche' per la Regione Lombardia possono esserci diverse soluzioni, ma la priorità è che si garantisca "un miglioramento del servizio" ferroviario.