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24 giu 2022

Precariato e salari giù, cocktail fatale "Su 100 nuovi contratti 70 a termine"

Situazione più critica nella ristorazione con l’80% di avviamenti a tempo determinato: segnali preoccupanti

24 giu 2022
diandrea gianni
Cronaca
Le donne con figli pagano il prezzo più alto Stipendi al palo
Le donne con figli pagano il prezzo più alto Stipendi al palo
Le donne con figli pagano il prezzo più alto Stipendi al palo
Le donne con figli pagano il prezzo più alto Stipendi al palo
Le donne con figli pagano il prezzo più alto Stipendi al palo
Le donne con figli pagano il prezzo più alto Stipendi al palo

di Andrea Gianni

La scala del precariato ha il suo gradino più alto nella ristorazione. Su 100 nuovi contratti di lavoro nella Città metropolitana di Milano, 80 sono a termine e solo 20 sono a tempo indeterminato, in quei bar e ristoranti che in questo periodo lamentano difficoltà nel trovare giovani disposti a lavorare. Situazione opposto invece in banche e assicurazioni, che contano sul totale degli avviamenti a Milano un 65% a tempo indeterminato. In mezzo una media milanese che vede la bilancia pendere sempre di più verso forme di lavoro precarie, in somministrazione o a chiamata. Solo il 30% degli avviamenti nel 2021 è stato a tempo indeterminato, mentre il restante 70% è occupato da contratti a termine di varia natura.

"La tendenza si sta accentuando nei primi mesi del 2022, e per noi è un segnale preoccupante", spiega Antonio Verona, responsabile del Dipartimento mercato del lavoro della Cgil di Milano. L’economia anche legata ai servizi e al turismo sta ripartendo, ma con modalità sempre più precarie. Dati che oggi verranno presentati nel corso della festa della Fiom-Cgil di Milano, con incontri, dibattiti e concerti fino a domani al circolo Arci Pessina Chiaravalle. Anche il settore metalmeccanico conta un 60% di nuovi contratti a tempo determinato, e solo un 40% di assunzioni stabili nell’immediato. "Nonostante gli effetti della guerra, della crisi energetica e delle materie prime l’industria metalmeccanica non si è fermata", spiega Roberta Turi, segretaria generale della Fiom di Milano. "Il problema – prosegue – è che il lavoro straordinario, invece di essere l’eccezione, è diventato la regola. Nell’ottica di risparmiare sui costi, le aziende invece di programmare nuove assunzioni puntano a far lavorare fuori orario chi è già in organico. Così il mercato del lavoro resta bloccato, e il problema del precariato ha anche un riflesso diretto nell’aumento degli infortuni sul lavoro".

Anche guardando i salari, oltre alle forme contrattuali, emerge un quadro a tinte fosche. Nel quinquennio fra il 2015 e il 2020, secondo i dati elaborati da Verona, gli stipendi di operai e impiegati milanesi sono cresciuti del 4%, "ben al di sotto dell’inflazione". Crescita che diventa ancora più bassa, attorno al 2,5%, per i lavoratori con più di 30 anni di età. "È la fascia che per ragioni legate alla cura di figli o genitori anziani è meno disponibile alla flessibilità e agli straordinari – sottolinea Verona – e a pagare il prezzo più salato sono come sempre le donne". Stipendi al palo che, combinati con il carovita, spingono sempre più famiglie verso la povertà.

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