Una manifestazione di protesta
Una manifestazione di protesta

Milano, 9 agosto 2020 - Oltre 61mila posti di lavoro, per l’esattezza 61.213, che si sono persi in soli tre mesi, volatilizzati, a causa delll’emergenza coronavirus. Corrisponde a un calo del 22.2%, superiore di quasi dieci punti percentuali al dato nazionale, dei contratti di lavoro di vario genere attivati nel primo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nel quadro di un’economia terremotata dall’emergenza sanitaria che ora sta cercando a fatica di riprendersi. E all’orizzonte c’è una emorragia ben più consistente di posti di lavoro, con le misure del “decreto agosto“ appena varato che cercano di mettere una toppa per evitare che la nave affondi.

In base ai dati macroeconomici contenuti nel Def 2020, nell’ultimo rapporto della Banca d’Italia e secondo le stime di crescita dell’Ue, attraverso un’analisi comparativa dei dati sulle comunicazioni obbligatorie e all’andamento delle aperture e chiusure delle imprese nel secondo trimestre 2020, la Uil stima che quest’anno, a livello nazionale, siano a rischio tra i 530mila e i 655mila posti di lavoro. E in Lombardia il futuro è preoccupante, anche guardando i dati del presente e del recentissimo passato. I rapporti a tempo indeterminato attivati nel primo trimestre del 2020, secondo la Uil, sono stati 77.720 pari a -12% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I rapporti a tempo determinato sono stimati a 101.183, con una variazione del -29,3%. Dati a due cifre anche per i lavoratori stagionali (-27%) in somministrazione (-23,3%) e intermittenti (-36%) che porta la cifra totale di contratti di lavoro attivati nel 2020 a 275.735 con una flessione generale del -22,2%. Dati superiori a quelli nazionale, con una perdita, rispetto allo stesso periodo del 2019, pari a -14,2%.

"Considerando che con la crisi del 2008 complessivamente in 5 anni si sono persi 1 milione di posti di lavoro – spiega il segretario regionale Uil Milano Lombardia Vincenzo Cesare – questa crisi avrà un impatto molto più forte sul sistema occupazionale, sociale e di coesione del paese. La Lombardia vedendo i dati aggregati nazionali e quelli regionali pagherà uno scotto non indifferente in termini di ricaduta occupazionale. Per questo è indispensabile e necessario mantenere attive le tutele degli ammortizzatori sociali senza licenziare e in parallelo poter finanziare le imprese perché si rilancino e investano".