Milano, 11 maggio 2018 - Il piano di riqualificazione del sito che ospitò l’Esposizione Universale di Milano del 2015 è stato definitivamente approvato dall’assemblea dei soci di Arexpo Spa, la società proprietaria dei terreni. Per effetto del voto favorevole di ieri, da qui ai prossimi mesi il masterplan approderà sui tavoli dei due Comuni competenti, quello di Milano e quello Rho. In entrambi i casi dovrà essere la Giunta comunale ad approvare il Piano Integrato d’Intervento (PII) che discende dal masterplan messo a punto dagli australiani di Lendlease per conto di Arexpo. Non occorre il passaggio in Consiglio comunale perché il piano in esame è ritenuto coerente con i dettami dell’accordo di programma approvato, quello sì, dalle due assemblee cittadine nel 2011. Una volta arrivato anche il via libero degli esecutivi di Milano e Rho si potranno aprire i cantieri.

Spiegato l'iter, ecco le tempistiche. La presentazione ufficiale del masterplan alle due amministrazioni è calendarizzato dalla stessa Arexpo entro la fine di giugno, entro l’estate. Il via libera dei Comuni è atteso entro ottobre. Se tutto dovesse filare liscio, il 2019 sarà l’anno dei cantieri per trasporre dalla carta millimetrata alla realtà l’idea del Mind, acronimo che sta per «Milano Innovation District», nuovo nome del sito. Attenzione, però. Come già riportato, il cantiere per il nuovo Galeazzi partirà già entro quest’estate. Un’eccezione approvata dalla Conferenza dei Servizi soprattutto in virtù della valenza pubblica dell’insediamento di un ospedale. Il nuovo Galeazzi rientra tra le tre grandi funzioni pubbliche previste in Mind insieme allo Human Technopole (centro di ricerca sulle scienze della vita) e al campus scientifico dell’Università Statale di Milano. Funzioni che il masterplan e il PII si limitano a recepire, mentre per le funzioni private l’approvazione del piano integrato da parte dei Comuni è decisiva per innescare i cantieri. Non solo edifici. In ossequio all’accordo di programma del 2011, nel Mind ci sarà anche un grande parco urbano lineare che si svilupperà per 1,5 chilometro lungo quello che fu il Decumano dell’area espositiva e il piano terra degli edifici sarà comune e aperto in modo possa porsi come un luogo di aggregazione.

L'assemblea di Arexpo ha approvato anche il bilancio 2017, che si è chiuso con una perdita di 10,4 milioni di euro interamente portata a nuovo. Il risultato lordo ha visto dimezzare la perdita passando dai 46 milioni del 2016 ai 22,4 milioni del 2017. Al 31 dicembre 2017 il totale dell’attivo della società era pari a 380 milioni a fronte di passività per 255 milioni di euro. Per l’esercizio 2018 Arexpo ritiene si possa chiudere in utile, in anticipo di un anno rispetto a quanto previsto nel piano industriale che ipotizzava che il primo anno in utile sarebbe stato il 2019. «La decisione dell’assemblea – afferma Giuseppe Bonomi, amministratore delegato di Arexpo – segna un ulteriore passo in avanti per la realizzazione concreta del più grande parco scientifico e tecnologico italiano. L’approvazione del PII da parte dei Comuni permetterà di rendere efficace il masterplan anche per la parte legata alla presenza delle imprese private che hanno manifestato interesse a insediarsi a Mind».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net