BARBARA CALDEROLA
Cronaca

Iman Mahdavi, da Pioltello fino alle Olimpiadi: la città fa il tifo per il giovane fuggito dall’Iran con un sogno

Il fuoriclasse del Lotta club Seggiano a Parigi, la sindaca Cosciotti: è un simbolo del riscatto. Il 28enne arrivò in Italia nel 2020, l’incontro con l’allenatore Moroni gli ha cambiato la vita

Iman Mahdavi, da Pioltello fino alle Olimpiadi a Parigi

Iman Mahdavi, da Pioltello fino alle Olimpiadi a Parigi

Pioltello (Milano) –  Il cuore di Pioltello batte per Iman Mahdavi (nella foto) , il fuoriclasse 28enne del Lotta club Seggiano ce la metterà tutta per conquistare una medaglia, a Parigi. "Essere qui è già un traguardo", dice dal Villaggio Olimpico dove si prepara per la cerimonia di apertura del Giochi, venerdì. La città, quella che l’ha adottato dopo la fuga a piedi dal suo paese, l’Iran, è pronta a fare un tifo sfegatato per lui il 9 agosto, quando gareggerà.

Da ieri, sulla facciata del Municipio sventola un enorme striscione "Forza Iman, Pioltello è con te" e l’Intera Giunta si è riunita per srotolarlo e far sentire all’atleta tutta la vicinanza di cui ha bisogno.

Il giovane "è un simbolo del riscatto", dice la sindaca Ivonne Cosciotti che l’aveva voluto in Municipio per la Giornata del Rifugiato. Ed è "anche un esempio": giunse in Italia in piena pandemia, nel 2020, lungo la terribile rotta balcanica. Qui ha fatto l’incontro che gli ha cambiato la vita con il suo allenatore, Marco Moroni, "il mio papi italiano", lo chiama, e la società guidata da Giuseppe Gammarota, che l’ha sostenuto ed è al suo fianco anche nella trasferta francese. Insieme hanno scritto una pagina gloriosa del club.

Sono loro che l’hanno aiutato con l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite per il riconoscimento del suo status, fino all’ingresso nel Programma Olimpico. Mahdavi era un campione di lotta libera anche nel suo paese, ma in Iran era perseguitato dal regime degli ayatollah. A casa ha lasciato la mamma che non riesce ancora a credere all’avventura parigina, piange e spera di festeggiare, anche se da lontano. "Nei suoi occhi ho visto la forza di un giovane che desiderava un nuovo futuro, ma che voleva anche continuare a praticare lo sport che amava", ricorda Cosciotti. La prima cittadina gli ha consegnato con orgoglio il gagliardetto di Pioltello e Iman l’ha portato con sé. "Siamo orgogliosi che sia lui a rappresentarci a Parigi - aggiunge l’assessore allo Sport Claudio Dotti -. Abbiamo preso a cuore la sua situazione e grazie al suo impegno è riuscito a raggiungere un obiettivo che sembrava impensabile".