Piazza Fontana
Piazza Fontana

Milano, 12 dicembre 2018 - La città di Milano e tutta l'Italia ricordano oggi la strage di piazza Fontana, avvenuta il 12 dicembre 1969. Sono passati 49 anni da quando una bomba scoppiò all'interno della Banca nazionale dell'agricoltura cusando 17 morti e 88 feriti. Fu l'evento che segnò l'inizio della stagione del terrorismo in Italia, certamente una delle pagine più drammatiche del secondo dopo guerra.

 Nel pomeriggio è prevista la manifestazione ufficiale di commemorazione organizzata dal Comitato permanente antifascista di Milano. Il programma prevede alle 15.45 in piazza della Scala il concentramento del corteo che avrà alla testa i gonfaloni della Regione Lombardia, dei Comuni e della Città Metropolitana, e che raggiungerà piazza Fontana. A seguire la posa delle corone e gli interventi delle autorità.

Intanto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto ricordando i tragici fatti di piazza Fontana. "Il popolo italiano ha saputo sconfiggere gli eversori grazie alla propria unita' e ai valori radicati nella sua storia - dice il capo dello Stato - nella sua cultura, nella vita sociale, anche se il costo umano di questa battaglia di liberta' e di civilta' e' stato assai elevato". "L'aggressione alle istituzioni-  continua Mattarella - pianificata spargendo sangue di cittadini inermi- aggiunge-, è stata respinta grazie al prevalere della solidarietà e della cultura democratica. È una lezione della storia, che vale per il futuro: gli ordinamenti liberi e democratici prevalgono quando le loro fondamenta sono basate su valori condivisi, capaci di unire al di là delle legittime differenze di idee e interessi, quando promuovono liberta' e giustizia, contro chi usa violenza per scopi di sopraffazione".

"Una verita' piena e conclusiva _ conclude il presidente - non ha ancora coronato le lunghe e travagliate vicende giudiziarie. Questo nonostante il lavoro encomiabile e coraggioso di magistrati e servitori dello Stato, che hanno svelato responsabilita' e trame di matrice neofascista,  occultate da intollerabili deviazioni".