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7 lug 2021

Organico e aule: presenza sia al 100%. E i prof scrivono anche a Mattarella

La mozione partita dal Severi-Correnti e approvata all’unanimità dal liceo Bottoni fa il giro delle superiori. Mappatura spazi in corso

7 lug 2021
simona ballatore
Cronaca
Una delle proteste contro la didattica in presenza, che non sembra essere ancora alle spalle
Una delle proteste contro la Dad, che non sembra essere ancora alle spalle
Una delle proteste contro la didattica in presenza, che non sembra essere ancora alle spalle
Una delle proteste contro la Dad, che non sembra essere ancora alle spalle

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Milano - Una mozione, partita dall’istituto Severi-Correnti, approvata ieri all’unanimità al liceo scientifico Bottoni e già sposata dal Cremona-Zappa, sta facendo il giro delle scuole milanesi. Oggetto: ripartenza a settembre. In classe, senza se e senza ma.

La lettera firmata dai docenti è già stata inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all’attenzione del premier Mario Draghi, del ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi, della direttrice dell’ufficio scolastico regionale Augusta Celada e del provveditore milanese Yuri Coppi. "La priorità assoluta dal punto di vista didattico è che il prossimo anno scolastico inizi puntualmente e in presenza, senza “vuoti”": il primo punto all’ordine del giorno. Due i temi incrociati: organico e spazi. "Tutte le cattedre e gli incarichi devono essere effettivamente assegnati prima dell’inizio dell’anno scolastico, di modo da potere organizzare un orario che consenta a tutti la didattica in presenza – si legge nella mozione –. L’aumento degli alunni per classe successivo al 2008 risulta ormai insostenibile ed impone un urgente ripensamento. La normativa sanitaria ordinaria, le esigenze straordinarie di prevenzione epidemiologica e le gravi sofferenze educative degli ultimi due anni non possono essere né ignorate né eluse".

Le regole sul numero di alunni per classe non sono cambiate per settembre. E non cambiano al momento le indicazioni sul distanziamento. Si teme il déjà vu: già a settembre dello scorso anno, il 27% degli studenti milanesi era rimasto a casa, a rotazione. Il provveditorato milanese ha avviato un monitoraggio degli spazi "in caso di didattica al 100%" coinvolgendo i dirigenti scolastici sia delle scuole superiori statali che paritarie: la raccolta dati si chiuderà il 12 luglio. Oggi ci sarà anche una riunione con i presidi sul tema.

"Con questa iniziativa abbiamo anzitutto voluto stimolare il nostro collegio docenti, organo che per primo ha il diritto-dovere di occuparsi di questioni che pesano sulla didattica, affinché prendesse posizione di fronte alle istituzioni – spiega uno dei promotori, Alberto Locatelli, docente del Severi-Correnti, ora disoccupato in attesa di nomina –, per poi coinvolgere le varie componenti della comunità educante e l’opinione pubblica, in un percorso di consapevolezza e coscienza politica che, con il contributo di tutti, costruisca un settembre diverso, in presenza, di qualità". Evitando una scuola a due velocità e classi-pollaio, sia per motivi pedagogici che sanitari: "Serve una gestione più sensata e ragionata dell’organico e degli spazi".

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