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8 apr 2019

Omicidio La Rosa, il pm ripercorre l'orrore: "Ergastolo per madre e figlio"

I familiari della vittima non sono riusciti a rimanere in aula mentre venivano descritti i dettagli dell'efferato delitto durante la requisitoria

8 apr 2019

Milano, 8 aprile 2019 -  Il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e il pm Maura Ripamonti hanno chiesto due condanne all'ergastolo per Raffaele Rullo e la madre Antonietta Biancaniello, accusati di aver ucciso l'ex calciatore del Brugherio calcio, Andrea La Rosa, 35 anni, scomparso il 14 novembre 2017 e ritrovato cadavere in un fusto di benzina nel bagagliaio dell'auto della donna, un mese dopo. I due sono anche imputati per il tentato omicidio della moglie dello stesso Rullo

Prima della richiesta di condanna, il pm ha tenuto una lunga requisitoria, dove ha ripercorso "in ordine cronologico" tutta la vicenda dall'estate 2017 fino al ritrovamento del cadavere nel bagagliaio dell'auto di Biancaniello. Dalle parole del pm è emerso tutto l'orrore dell'omicidio: "L'hanno prima sedato e poi messo da vivo nel bidone, volevano tagliargli la gola e nella loro crudeltà non sono riusciti, però, a sgozzarlo, così è morto là dentro per asfissia dopo aver respirato i vapori dell'acido con cui hanno cosparso il corpo". Alcuni dei familiari del giovane ucciso (in aula, tra gli altri, la madre e la zia) non sono riusciti a rimanere in aula mentre venivano descritti i dettagli terribili dell'omicidio e spesso non hanno potuto trattenere le lacrime

"Rullo è un truffatore, aveva già guadagnato tanti soldi (con presunte truffe alle assicurazioni di auto, ndr) - ha spiegato il pm - e voleva anche 'suicidare' la moglie, perché in quel periodo lui aveva moltissime relazioni extraconiugali, aveva spese extra per mantenere le amanti e dalla moglie veniva continuamente 'bastonato' e vessato anche per quelle spese". Dunque, ha spiegato il pm, tentò di ucciderla anche in questo caso con l'aiuto della madre, stordendola con dei farmaci e poi tagliandole le vene (lo avrebbe fatto la madre). "Lui non può agire senza la madre - ha detto ancora il pm - è il suo complice naturale". E anche da quell'omicidio avrebbe voluto "guadagnarci" e per questo pochi giorni prima stipulò una polizza sulla vita della moglie che gli avrebbe fatto incassare "150mila euro".

La Rosa, ha spiegato ancora il pm, "non sarebbe morto se il tentato omicidio della moglie di Rullo fosse andato a buon fine, ma la sua esigenza di recuperare denaro si manifestò, poi, nell'altro omicidio". Rullo avrebbe ucciso l'amico, infatti, per un "movente economico", un debito che aveva nei suoi confronti di circa 38mila euro. E, ha aggiunto il pm, fu talmente "subdolo" che, dopo averlo attirato in una 'trappola' uccidendolo con la madre in una cantina di via Cogne, zona Quarto Oggiaro, il giorno dopo, il 15 novembre, mandò un messaggio alla compagna di La Rosa. Era "tutto funzionale" ad un suo "disegno" di legare quella scomparsa ad una relazione della compagna con un altro uomo.

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