Quotidiano Nazionale logo
14 mag 2022

Nuovo “tribunale di famiglia” L’appello di 25 procuratori

Sono i capi di altrettante procure presso gli attuali tribunali per i minorenni. Non sono contrari alla riforma, ma temono uno snaturamento del sistema

Anche il procuratore capo di Milano, Ciro Cascone, ha firmato la lettera-appello
Anche il procuratore capo di Milano, Ciro Cascone, ha firmato la lettera-appello
Anche il procuratore capo di Milano, Ciro Cascone, ha firmato la lettera-appello

Accorpare o snaturare? La riforma Cartabia che ha rivoluzionato il sistema istituendo il "Tribunale per le persone, i minorenni e le famiglie" andrà di fatto a "snaturare la Giustizia minorile a favore di un organismo sulla cui efficacia non possiamo che nutrire serissime preoccupazioni".

Scrivono così 25 magistrati che guidano altrettante Procure per i minorenni d’Italia in una lettera-appello nella quale si chiede di impedire che "una affrettata riforma processuale e ordinamentale" possa "influire negativamente sulla funzionalità di un intero sistema minorile e familiare e sull’effettivo riconoscimento dei diritti dei soggetti minorenni e delle loro famiglie". A fronte "dell’iniziale valutazione positiva in ordine all’istituzione di un Tribunale unico competente a trattare l’intera materia riguardante la famiglia ed i minori, comprese le attuali competenze ora spettanti ai tribunali irdinari" i firmatari della lettera nutrono, però, forti preoccupazioni.

L’impostazione della riforma, spiegano, "ha risentito della mancata effettiva conoscenza del sistema minorile vigente, riducendone la portata sociale e di attenzione alle persone più vulnerabili ad un passaggio di esclusiva natura giuridica e processuale, senza peraltro affrontare i molti nodi organizzativi concreti concernenti la ricognizione dei carichi di lavoro, la mancata previsione del processo telematico, l’assenza di un sistema informatico adeguato". Aspetti che "concorreranno a rendere la riforma del tutto inattuabile, e dunque inidonea a raggiungere obiettivi di efficienza e di maggior tutela dei minorenni e delle persone vulnerabili".

Il rischio "concreto che intravediamo" – si legge ancora nella lettera aperta dei 25 procuratori capo compreso quello di Milano Ciro Cascone – "è un ritorno ad una giustizia “a misura di adulto“". Con la riforma, scrivono ancora, "aumenteranno le nostre competenze attraverso il trasferimento alle procure minorili delle funzioni civili già spettanti alle procure ordinarie, ma ciò non può avvenire “a costo zero“, senza un consistente ampliamento degli organici".

"La creazione di un unico Tribunale per la famiglia e i minori è una richiesta che noi magistrati minorili abbiamo sempre caldeggiato, a fronte di progetti semplicemente soppressivi" ha ripetuto spesso Cascone. "Ma chi scrive questa riforma non ha piena conoscenza dei meccanismi di funzionamento della giustizia minorile", aggiungeva prima ancora che quel testo diventasse legge.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?