Grido davanti al Mr. Nice Store
Grido davanti al Mr. Nice Store

Milano, 11 luglio 2019 - Blitz della polizia nel negozio di prodotti a base di cannabis light Mr Nice Store, aperto ad aprile dell’anno scorso dal cantante Grido, Luca Paolo Aleotti, fratello minore di J-Ax. Martedì mattina, attorno alle 11, gli agenti della Divisione polizia amministrativa e sociale della Questura sono entrati nel piccolo locale in via Bertini, zona Chinatown e hanno acquisito circa 6,5 grammi di “erba” in quattro confezioni sigillate di diverse qualità, tra cui una bustina di “Maria Salvador”, qualità che ha preso il nome da uno dei tormentoni di J-Ax, Alessandro Aleotti.

Sui campioni sono state effettuate da parte della Scientifica analisi in laboratorio, che hanno dato esito negativo: il quantitativo di Thc era al di sotto del limite consentito dalla legge, pari allo 0,5%. La marijuana è stata quindi restituita a Grido, un tempo voce del gruppo rap Gemelli Diversi, titolare dell’attività con l’amico Alessandro Merli, in arte Takagi, membro del duo di produttori Takagi e Ketra. «Le forze dell’ordine si sono comportate con la massima correttezza – racconta Grido –. Tutto si è risolto in poche ore, visto che le analisi hanno accertato che le infiorescenze sono legali e autorizzate alla vendita». Attorno alle 15, Grido ha ricevuto e firmato il verbale di restituzione, e gli agenti hanno lasciato il negozio. «Siamo felici che tutto si sia risolto in breve tempo e senza danni per l’esercente e amico Grido – sottolinea Giovanni Rossi, Ceo della società Legal Weed –. Ogni prodotto distribuito da noi è conforme alle leggi italiane».

L’inaugurazione del negozio, nell’aprile 2018, aveva fatto scalpore per la presenza di J-Ax – da sempre in prima linea per la legalizzazione e autore con gli Articolo 31 di “Ohi Maria”, inno anni ‘90 alla marijuana e all’antiproibizionismo – che aveva attirato una folla di fan e curiosi. Un anno dopo è arrivata la sentenza della Cassazione e la stretta sul commercio. Un mese fa, Grido aveva deciso di chiudere le saracinesche per una settimana, in attesa di «avere un quadro più chiaro a livello legale dopo la bufera che si era creata», riaprendo il negozio nei giorni scorsi. «La normativa esiste a livello europeo – prosegue – si tratta della politica italiana che continua a fare confusione. Di certo questo clima non aiuta il settore». Non è la pirma volta, nelle ultime settimane, che la polizia controlla i negozi di rivendita della cosiddetta «cannabis light» per verificare se le infiorescenze in vetrina rispettino effettivamente i limiti imposti dalla legge. A inizio maggio, gli agenti avevano fatto visita alla sede dell’Hemp Fest 2019 di via Mecenate, la kermesse dedicata alle imprese che commercializzano marijuana legale: le analisi sul materiale finito sotto la lente avevano portato al sequestro di circa un chilo di marijuana e 100 grammi di resina di hashish. Un mese dopo, a giugno, altro blitz in un negozio di viale Monza: sigilli a 35 confezioni di canapa del peso complessivo di 140 grammi.