Nata con malattia rara: l’ospedale perde la sua cartella clinica ma il risarcimento arriva 33 anni dopo

Non basta sempre aver avuto ragione ed essersi visti riconoscere un risarcimento peri danni patiti. Lucia Sellitti e la storia di sua figlia

Lucia Sellitti

Lucia Sellitti

Milano, 9 aprile 2024 –  In alcuni casi non basta aver avuto ragione ed essersi visti riconoscere un risarcimento peri danni patiti. In alcuni casi, più che la soddisfazione per quanto si è ottenuto, restano le domande: "Le cose sarebbero potute andare diversamente, sarebbero potute andare meglio, sarebbero state un po’ più facili se non fosse successo quello che è successo?". Sono queste le domande che Lucia Sellitti non riesce a mettere a tacere.

Sua figlia è nata nel 1991 all’ospedale San Gerardo di Monza. Ma non vi è alcuna cartella clinica che ne attesti la nascita e che riporti le condizioni di salute della neonata appena lasciato il grembo materno. Quando Lucia ha messo nero su bianco la richiesta di avere una copia della cartella clinica della figlia, la direzione medica dell’ospedale le ha risposto "in modo assai sbrigativo", "con due frasi", una delle quali era la seguente: "Non risulta attualmente reperibile".

A riferirlo è Andrea Castiglioni, l’avvocato al quale si è rivolta Lucia, in una lettera inviata allo stesso ospedale. Correva l’anno 2015 quando si consumava questo primo carteggio. Lucia però non ha desistito, ha continuato a chiedere chiarimenti al San Gerardo. Ma l’ospedale è tornato a risponderle solo nel 2018, solo "dopo tre anni" come scrive l’avvocato. E a quel punto è arrivata l’ammissione: il direttore medico di presidio, infatti, ha fatto sapere che "la cartella clinica non era stata rinvenuta negli archivi". Non solo: l’11 giugno 2018 la stessa direzione medica di presidio – a distanza di tre anni dalla prima richiesta di Lucia e di 27 anni dalla nascita di sua figlia – denunciava alla Questura di Milano lo "smarrimento" della documentazione medica in questione.

Da qui l’avvio della causa legale da parte di Lucia e della sua famiglia. Una causa che si è conclusa soltanto in questi giorni – a 33 anni dal parto – con una transazione con la quale l’ospedale ha riconosciuto alla figlia di Lucia e ai suoi genitori, nel complesso, un risarcimento danni di 14mila euro. "Mai arrendersi – dice oggi Lucia –, mai rassegnarsi anche se a volte è davvero difficile non scoraggiarsi. Mai tacere".

Non tacciono però neppure le domande, non nella testa di questa madre: sua figlia infatti ha una gravissima disabilità, dovuta ad una patologia congenita. E allora Lucia continua a chiederselo: "La conoscenza dell’anomalia congenita già dai primi giorni della sua esistenza non avrebbe potuto condurre più facilmente i medici alla diagnosi? E questo non avrebbe a sua volta condizionato i successivi e frequenti ricoveri ai quali è stata sottoposta mia figlia? La disponibilità della cartella non avrebbe giovato a tutti: a lei, a noi e ai medici curanti?".

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