Partita primi calci: 28 a zero. Il piccolo Alessandro scoppia in lacrime ma mister fair play lo convince: lui rientra, segna e fa festa

Milano, campionato di calcio del Settore Giovanile Scolastico della Figc (classe 2015-2016). Una lezione di stile che vale più di mille parole

Piccoli calciatori impegnati in una partita di calcio (foto di repertorio)

Piccoli calciatori impegnati in una partita di calcio (foto di repertorio)

Milano, 18 ottobre 2023 – Ci sono domeniche da incubo anche per i piccoli calciatori, ma qualche volta bastano piccoli gesti per trasformarle in favole con un finale a lieto fine. È il caso di Alessandro, 8 anni. Gioca da un anno in una scuola calcio dell’hinterland milanese, nella categoria Primi calci riservata alle annate 2015-2016. Il campionato del Settore Giovanile Scolastico della Figc comincerà nel weekend ma nel frattempo la sua squadra è stata impegnata in tornei ed amichevoli settimanali. Per divertirsi, non solo per prepararsi alla nuova stagione.

Succede che la scorsa settimana Alessandro e i suoi compagni dovevano partecipare ad un “triangolare“ fra coetanei. Un sabato di festa, viste anche le buone condizioni climatiche. Con tanti bambini impegnati in partite “cinque contro cinque“. In questi casi ci si presenta con 8-10 componenti, ma stavolta non è così: i padroni di casa sono al gran completo, in dieci e con cambi in tutti i ruoli. La seconda formazione era composta da nove baby calciatori, mentre la squadra di Alessandro aveva solo cinque giocatori, di cui tre del 2015 e due del 2016. Insomma, ci vuol poco a capire che in campo ci sarebbe stato poco equilibrio.

Pronti via, ogni partita ha tre tempi da dieci minuti. Mica poco se non hai cambi. Alessandro e i suoi amici sfidano subito la squadra di casa che va in vantaggio dopo neppure venti secondi. Palla al centro, altro giro di lancetta e arriva il 2-0. E poi il 3-0. Praticamente un gol ogni minuto. Il primo minitempo termina 9-0, e allora il mister della formazione “ospitante“ non potendo dire ai suoi di fermarsi la mette sul “gioco“: "Bambini, provate a tirare col piede più debole anche se è più difficile. Così si impara. E magari giocate solo di prima, non a due o tre tocchi". Fair play e buon senso da parte dell’allenatore-educatore dei più forti, che però sono forti davvero e di gol ne realizzano altri 10 nonostante i “paletti“ tecnici. Diciannove a zero dopo venti minuti, e una frazione ancora da giocare.

Ma Alessandro e i suoi amici sono anche stanchissimi, perché non possono fare neppure sostituzioni a differenza degli avversari. Che tornano in campo e di gol ne segnano altri nove, arrivando sul 28-0. Con diversi minuti ancora da giocare. Ad ogni rete i padroni di casa esultano e si abbracciano, ma ad un certo punto Alessandro si toglie la maglia, scoppia in lacrime e si siede per terra.

“Non gioco più, non mi diverto”, singhiozza mentre i compagni e gli avversari cercano di consolarlo. E allora ci pensa ancora il mister dei più forti a pensare di ripartire “virtualmente“ dallo 0-0. “Bambini - dice a tutti - qui siamo solo per divertirci e imparare, non contiamo i gol e non ci sarà un risultato finale. Volete giocare ancora?”. “Siiii”, è la risposta in coro. Anche quella di Alessandro, che si rimette la maglia, torna in campo e si sistema in attacco. Ma il mister fair play richiama ancora i suoi: “Mi raccomando, voglio vedere almeno dieci passaggi, solo dopo si può tirare in porta. Anzi, facciamo una bella cosa, mischiamo pure le squadre”.

Tutti si guardano, ma accettano. Gli ultimi quattro giri di lancetta sono i più emozionanti. Ancora due gol da una parte, ma in mezzo c’è il più bello, quello proprio di Alessandro. Che segna di destro e va ad abbracciare in cerchio gli allenatori e i suoi amici fra gli applausi di tutti, genitori compresi. Anche quelli avversari. Perché dopo tutto solo con il rispetto e il fair play si può imparare a vincere ma anche accettare una sconfitta. E in questa stranissima domenica, per una volta, hanno vinto davvero tutti.

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