Spedizione punitiva dopo stupro ragazza
Spedizione punitiva dopo stupro ragazza

Milano, 25 giugno 2020 - Per vendicare una violenza sessuale di gruppo subita nel gennaio 2019 dopo una serata in discoteca, una minorenne ha pianificato con il fidanzato e un amico un agguato nei confronti di uno dei violentatori, un pachistano di 19 anni accoltellato il 12 novembre 2019 alla stazione ferroviaria di Novate Milanese. I carabinieri di Rho hanno eseguito due diverse ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari: hanno arrestato i tre italiani per tentato
omicidio,
tentata rapina e porto abusivo d'armi; e tre pachistani maggiorenni per violenza sessuale di gruppo

Ma veniamo ai fatti. Sono circa le 20 del 12 novembre scorso quando alcuni passanti chiamano i carabinieri e il personale sanitario del 118 perché c'è un ragazzo
sanguinante 
e quasi del tutto incosciente riverso su una panchina vicino alla stazione ferroviaria di Novate Milanese. Il giovane viene trasportato in codice rosso all'ospedale Niguarda per la vistosa ferita da arma da taglio sul fianco destro. I militari trovano e sequestrano nel parco pubblico un coltello a serramanico con evidenti tracce ematiche, verosimilmente utilizzato per colpirlo. Le prime informazioni raccolte indicano che il 19enne è stato vittima di due persone che gli hanno sferrato una coltellata mentre era in compagnia di una minorenne. La testimone, subito ascoltata, racconta di aver incontrato il 19enne su appuntamento per
acquistare un iPhone
da regalare al suo fidanzato.

Ma la realtà è diversa. Non un acquisto da uno sconosciuto: la minore rivela poi che il ragazzo aveva abusato sessualmente di lei, insieme ad altri suoi connazionali, diversi mesi prima, evento mai denunciato. Quella sera, il fidanzato e un amico l'accompagnano all'appuntamento rimanendo a debita distanza,
intervenendo quando il giovane avrebbe riprovato a toccarla. Nella colluttazione lo stesso 19enne, alla vista dei due, avrebbe estratto un coltello ferendosi accidentalmente all'addome, secondo il racconto della minorenne ai carabinieri. Versione confermata dal fidanzato e dall'amico, ma smentita dall'attività d'indagine. 


Per i carabinieri la verità è un'altra: quella sera i ragazzi hanno messo a segno "un accurato piano di vendetta, architettato dalla ragazza minorenne insieme al suo fidanzato, per punire il 19enne autore della violenza del gennaio 2019". Da qui "l'agguato nei minimi dettagli", pianificando anche di rubare il cellulare. 
Spedizione punitiva che ha sfiorato la tragedia: l'accoltellato si è salvato dopo un intervento chirurgico d'urgenza. Le indagini hanno permesso di sottoporre al regime dei domiciliari i sei giovani.