Cinisello Balsamo (Milano) 23 gennaio 2021 – “Sto facendo di tutto per non chiudere perché penso che per qualsiasi cittadino vedere la vetrina di un ristorante con le luci spente sia come vedere un pezzo di città che muore”. Dalle parole di Claudio Rugna, titolare dello storico ristorante Costa di Cinisello Balsamo, traspare tutta la fatica e il sacrifico di un anno dannato per la ristorazione. Tuttavia, anche in questo frangente, nel quale molti suoi colleghi sono a un passo dal soffocare, dal chiudere, ha cercato dentro di sé le forze e le motivazioni per andare avanti. Lo ha fatto nonostante questo ultimo lockdwon nel quale ha visto nuovamente chiudere le porte del uso ristorante agli avventori abituali. Facendo leva sulle modalità della "cucina da asporto”, le uniche consentite, ha lanciato il “bauletto gastronomico-solidale Costa”, una esperienza culinaria che mette insieme la sua passione per la cucina naturale, l'esigenza di preparare solamente piatti da consumare a casa, e la solidarietà verso chi ha più bisogno.

“Dobbiamo fare di necessità virtù – spiega Claudio – così ho cercato di trasformare la cucina da asporto in una esperienza gourmet da fare a casa. Ho creato due menù speciali per i quali fornisco tutte le materie prime. Pasta fresca preparata a mano e con farine di grani antichi, sughi freschi e prelibati, pizze fritte da scaldare nel forno e patate di montagna. Ai clienti chiediamo solo di cucinarli in pochissimi minuti per mangiare come mangerebbero al nostro tavolo”. La sua forza sono i prodotti caserecci e l'uso di materie prime che Claudio ha sempre ricercato personalmente in tutta Italia. La pasta viene tradizionalmente prodotta ogni mattina dalla sua anziana mamma Caterina che ne ha fatto una ragione di vita.

Sono due i menù predisposti, uno basato sull'uso di paste fresche preparate in giornata, con l'aggiunta di sughi, di contorni a base di legumi e cereali biologici, l'altro sulla celebre pizza fritta condita con prodotti gourmet. Ogni menù, per due persone, ha anche contorni e dolci ed è venduto tra i 22 e i 25 euro. L'iniziativa ha anche uno scopo solidale. “Ci sono mote persone che oggi purtroppo non posso più permettersi un pasto – sottolinea Claudio, che lavora in collaborazione con la sorella Loredana – Forse non ce ne accorgiamo, ma bastare girare l'angolo per trovare persone bisognose. Allora abbiamo pensato di dedicare questo progetto anche a loro. Per ogni menù venduto doneremo 300 grammi di pasta fresca alle realtà locali che si occupano di dare da mangiare a chi è in difficoltà. Lo facciamo convinti che anche questa iniziativa possa essere una catena virtuosa per la nostra comunità”.

Nel suo ristorante, nonostante il divieto di consumare pasti, le sue luci sono accese e la musica di sottofondo è sempre presente, come nelle giornate pre-Covid, nelle quali si lavorava spensierati.“Se non avesi avuto tutto questo sarei impazzito - confessa -. In questi mesi abbiamo faticato molto a tenere con noi tutti i dipendenti – continua Claudio che nel suo staff conta ben 12 collaboratori – stiamo facendo ricorso a tutte le nostre risorse, ma sono convinto che ognuno di loro sia un pezzo della nostra famiglia e quindi è gusto lottare tutti insieme”.