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16 apr 2022

Mascherine al chiuso dopo il 30 aprile, Pregliasco: "Meglio tenerle a scuola"

Secondo il virologo i dispositivi di protezione dovrebbero essere indossati, a prescindere dall'obbligo, da tutti i soggetti fragili e nelle situazioni di maggiore rischio

Fabrizio Pregliasco, virologo, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi e presidente nazionale di Anpas (associazione che riunisce le Pubbliche Assistenze)
Fabrizio Pregliasco

Milano, 16 marzo 2022 - Nel dibattito sull'uso delle mascherine dopo il 30 aprile, quando scadrà l'obbligo del dispositivo di protezione in tutti i luoghi chiusi, interviene anche Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano. "Ritengo che i soggetti fragili e le persone che li assistono, a prescindere dall'obbligo, debbano assolutamente continuare a indossare la mascherina in situazioni a rischio, meglio se Ffp2", sottolinea il virologo, che suggerisce la linea della prudenza anche a scuola fino al termine dell'anno scolastico per gli studenti sopra i 6 anni. "In termini precauzionali  - evidenzia Pregliasco - sicuramente sarebbe meglio che continuassero a portare la mascherina in classe. Non è facile, perché per i bambini è più complesso e fastidioso tenerle ma sarebbe meglio". 

Pregliasco lancia un un appello alla prudenza durante le festività pasquali, anche alla luce dello studio condotto a Hong Kong, secondo cui Omicron 2 è mortale come le varianti precedenti di Sars-CoV-2 quando colpisce persone non vaccinate contro Covid-19. "La malattia non si è raffreddorizzata diventando Omicron 2 - avverte il virologo - . Di sicuro la vaccinazione dimostra assolutamente un'oggettiva riduzione degli effetti più pesanti dell'infezione, ma i non vaccinati sembrano avere un rischio di mortalità simile". 
"Questa Pasqua sarà un banco di prova", ribadisce l'esperto invitando a "usare buon senso, attenzione e una progressività nel riprendere la normalità. Perché davvero il virus c'è ancora". E lo confermano anche i numeri del bollettino Covid quotidiano. Oggi in Italia si sono registrati 63.815 nuovi contagi e 133 morti, di cui 8.598 positivi e 34 decessi in Lombardia.

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