Marta Di Nardo fatta a pezzi dal vicino, l’amico: "L’ho sentita prima della morte. Non mi capacito del movente economico"

Milano, parla Claudio, 55 anni, che conosceva bene la vittima. "Non era ricca: perché ammazzarla per denaro?"

Marta Di Nardo
Marta Di Nardo

«Ho sentito Marta per l’ultima volta la notte tra il 3 e il 4 ottobre, lo ricordo bene perché il 3 era il mio compleanno. Quel giorno, il 4, sarebbe andata al Cps e mi aveva detto che non ci saremmo potuti vedere. Ma all’appuntamento al Cps non si è presentata. Non sapevo cosa pensare, era sparita. Chi poteva immaginare fosse stata uccisa in quel modo brutale e poi nascosta? Provo un dolore lacerante, difficile esprimerlo a parole". Claudio, 55 anni, è un amico di Marta Di Nardo, trovata morta, con il corpo spezzato a metà, sul soppalco della cucina di Domenico Livrieri, suo vicino, venerdì sera dai carabinieri.

Da quanto tempo la conosceva?

"Da 6 anni. Eravamo molto amici: ci sentivamo tutti i giorni e io andavo a trovarla una volta a settimana. Andavamo a bere un caffè, a fare una passeggiata nel quartiere, chiacchieravamo. Lei aveva difficoltà, è vero, ma era perfettamente in grado di badare a se stessa e aveva dei punti di riferimento, persone che la seguivano al Cps e anche amici".

Ha provato a chiamarla anche nei giorni seguenti?

"Sì, certo. Era un’abitudine quotidiana sentirci al telefono. Ma il cellulare dal 4 ottobre in poi era sempre spento. Non sapevo cosa pensare, mi sembrava impossibile fosse sparita, che se ne fosse andata senza preavviso. Preoccupato, ho chiamato anche il Cps. Così ho saputo che erano in corso le ricerche di Marta. Poi mi è stato detto che i pompieri erano entrati a casa sua ma senza trovare nessuno".

Conosce Domenico Livrieri?

"No, non l’ho mai visto e non sapevo chi fosse. Marta non mi aveva mai parlato di lui".

Che persona era Marta?

"Buona, solare, sorridente. Chiedeva aiuto ma a sua volta aiutava gli altri nonostante i problemi. Nella vita aveva sofferto molto, era sola, cercava il conforto degli altri. Di soldi ne aveva pochissimi, una misera pensione: com’è possibile ucciderla per soldi, se davvero è questo il movente? Io non mi capacito".

È emerso sia stata vittima di violenza sessuale al Parco Lambro ad agosto del 2009. Gliene aveva mai parlato?

"Sì. È successo in un periodo in cui Marta era ospite in una comunità. Mi aveva raccontato di questo abuso e lo ricordava con particolare dolore".

Da quanto tempo viveva in via Pietro da Cortona?

"Da circa 3 anni. Il suo posto preferito era il mercato di quartiere: le piaceva andare a vedere le bancarelle ogni lunedì in via Moretto da Brescia".

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