Roberto Maroni
Roberto Maroni

Milano, 18 giugno 2018 -  L'ex presidente di Regione Lombardia, Roberto Maroni, è stato condannato a un anno - pena sospesa - nell'ambito del processo in cui era accusato di pressioni illecite per far ottenere vantaggi a due sue ex collaboratrici, tra cui un viaggio spesato da Expo. L'accusa aveva chiesto una condanna a due anni e mezzo.

LA SENTENZA - I giudici della quarta sezione penale di Milano lo hanno riconosciuto colpevole di uno dei due reati che gli venivano contestati, la turbata libertà del contraente per l'affidamento di un incarico in Expo alla ex collaboratrice Mara Carluccio. Maroni è stato invece assolto "perché il fatto non sussiste" dall'accusa di induzione indebita per le presunte pressioni esercitate dal governatore lombardo per far partecipare, nel giugno del 2014, a un viaggio promozionale a Tokyo un'altra sua collaboratrice, Maria Grazia Parurzo, alla quale era legato da una "relazione affettiva". Viaggio che poi venne cancellato perché Maroni preferì andare a Berna. Condannato a 1 anno di reclusione e 450 euro di multa anche l'ex capo della segreteria politica di Maroni, Giacomo Ciriello, per il lavoro ottenuto dall'altra ex collaboratrice di Maroni, Mara Carluccio, presso la società Eupolis, controllata dalla Regione Lombardia, ma è stato assolto per il viaggio a Tokyo. Condannato a 10 mesi e 20 giorni, invece, Andrea Gibelli, ex capo della segreteria del Pirellone. Mara Carluccio, alla quale sono state riconosciute le attenuanti generiche, è stata invece condannata a 6 mesi e 200 euro di multa. Assieme alla condanna a un anno di carcere più 450 euro di multa, a Roberto Maroni è stata inflitta l'interdizione dai pubblici uffici per la durata della pena. Una sanzione che comunque diventerebbe esecutiva solo se la pena dovesse diventare definitiva. Stessa interdizione anche per Giacomo Ciriello e Andrea Gibelli. Per tutti è stata disposta la sospensione della pena. Il collegio presieduto dal giudice Maria Teresa Guadagnino, infine, ha disposto la trasmissione degli atti relativi alla testimonianze della Parurzo, della portavoce di Maroni, Isabella Votino e del direttore generale di Eupolis Alberto Brugnoli e dell'avvocato Sabrina Rossella alla Procura per valutare eventuali profilo di falsa testimonianza. Le motivazioni sono attese tra 90 giorni.

L'ACCUSA - È chiaro «a tutti» che Maria Grazia Paturzo «era considerata in Expo, da Sala e da tutti, una figura a disposizione personale del presidente Roberto Maroni, altro che una figura di raccordo tra la Regione e Expo». Così il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco, in fase di repliche, ha spiegato quella «insistenza crescente» da parte dell'allora governatore lombardo Roberto Maroni nel richiedere che la società che gestiva l'Esposizione universale si facesse carico delle spese di Paturzo, sua ex collaboratrice al Viminale e temporary manager in Expo, per un viaggio a Tokyo nel 2014. Maroni era accusato di induzione indebita ma anche di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente per aver fatto ottenere, secondo l'accusa, un contratto anche a un'altra ex collaboratrice, Mara Carluccio, anche lei da «piazzare», come ha detto Fusco. Carluccio era presente in aula così come altri due coimputati. Assente invece Maroni. Il pm già in requisitoria aveva evidenziato le «insistenze» di Roberto Maroni per ottenere che Expo si «accollasse le spese» della trasferta a Tokyo di Paturzo con cui «aveva una relazione sentimentale». E poi anche il suo ruolo di «sponsor», «ispiratore» per garantire a Mara Carluccio un contratto con Eupolis, ente di Regione Lombardia, che lei stessa si sarebbe «ritagliata in base alle sue competenze». Fusco avea chiesto anche 2 anni e 2 mesi per il capo della segreteria politica di Maroni, Giacomo Ciriello, 1 anno e 800 euro di multa per Andrea Gibelli, allora segretario generale del Pirellone, e 10 mesi e 800 euro di multa per Carluccio. 

LA DIFESA  -"Maroni è sollevato da questa sentenza perché tutti noi ci tenevamo particolarmente alla dichiarazione di innocenza relativa al viaggio a Tokyo", ha commentato l'avvocato Domenico Aiello, legale dell'ex presidente della Regione. "A voi consegno la storia di un uomo - aveva detto l'avvocato concludendo le sue repliche e rivolgendosi ai giudici - e quello che leggeremo nella cronaca di domani. Un uomo con alle spalle 25 anni di carriera nelle istituzioni, da uomo di Stato. Voi ne deciderete per domani la cronaca e per il prossimo futuro la storia, il suo passato. Spero che giudichiate solo sui fatti". "Vengo assolto e condannato allo stesso tempo: un colpo al cerchio e una alla botte, ha commentato invece lo stesso Maroni. "Sono deluso, ma non mi scoraggio - ha detto l'ex presidente della Lombardia - ribadisco la mia totale estraneità a qualsiasi comportamento illecito e proprio per questo sono certo che in appello verrò completamente assolto".