Mai sesso davanti alla piccola Alessia Pifferi si difende: "Mi sento vuota nel cuore"

La donna, 37 anni, in carcere per aver abbandonato e lasciato morire la figlia di 18 mesi è stata interrogata per l’accusa di aver incontrato un suo amante sotto gli occhi di Diana

Migration

Mai fatto sesso sotto gli occhi della bambina. Diana dormiva o era in un’altra stanza, quando lei incontrava uomini con cui avrebbe avuto anche rapporti a pagamento o in cambio di regali.

È quanto ha sostenuto Alessia Pifferi, la 37enne in carcere dal 21 luglio per omicidio volontario della figlia, di meno di un anno e mezzo, abbandonata in casa per sei giorni e morta di stenti. La donna è stata interrogata ieri a San Vittore nel filone di inchiesta che la vede indagata, assieme ad un 56enne, per l’ipotesi di reato di corruzione di minorenne. Dal telefono sequestrato nelle indagini della Mobile è emersa infatti una chat del marzo scorso nella quale lei rispondeva "lo farai" ad un 56enne (perquisito nei giorni scorsi) che le diceva "voglio baciare anche Diana". Una frase, però nessun elemento che lasci sospettare abusi sessuali sulla bimba. E la donna, difesa dai legali Solange Marchignoli e Luca D’Auria, sieri ha risposto a tutte le domande dei pm (è apparsa lucida) e ha fornito le sue spiegazioni sui rapporti via chat e sugli incontri con alcuni uomini, negando, in pratica, che la figlia venisse coinvolta in qualsiasi modo.

Nei giorni scorsi, nel frattempo, aveva mandato una lettera alla redazione di una trasmissione televisiva. "Ogni volta che chiudo gli occhi spero che tutta questa situazione sia solo un brutto sogno ed invece mi sveglio in carcere e mia figlia non c’è più",c’era scritto. "Mi sento vuota e spenta sia psicologicamente che nel cuore - aggiungeva - mia figlia mi manca da morire ed il dolore è molto forte ed intenso. A Diana facevo cucù e ridevamo come due matte e poi dopo un pò si addormentava... Penso di sapere solo io il dolore, la sofferenza che ho nel cuore per questa situazione, ed il trauma che sto vivendo. Vorrei tanto tornare indietro se si potesse soltanto per riavere con me mia figlia".

E sulla vita cher conduceva: " Per me quello che conta e contava era trovare lavori onesti e umili che mi consentissero di avere soldi in tasca per fare la spesa e per mantenermi ed io ogni fine settimana o ogni fine mese ero molto felice".