"Mai pensato di smettere, anche se a volte è dura"

Il pubblico ministero antimafia Alessandra Cerreti parla agli studenti di Gorgonzola sull'importanza della legalità e della lotta alle mafie nel nord Italia. Temi affrontati: marketing oscuro, infiltrazioni criminali, necessità del carcere per i capimafia. Storie di coraggio e iniziative come il protocollo Liberi di scegliere.

"Mai pensato di smettere, anche se a volte è dura"

"Mai pensato di smettere, anche se a volte è dura"

"Se ho mai pensato di smettere? Mai. Certo, vi sono momenti duri. Mettono alla prova, ma incoraggiano a continuare". Nell’aula magna dell’Istituto Argentia di Gorgonzola la testimonianza, precisa e severa, del pubblico ministero antimafia Alessandra Cerreti davanti a decine e decine di studenti. Il marketing oscuro delle mafie, il tema dell’incontro, promosso dalla scuola con l’associazione Orizzonti di Vermezzo. La malavita al nord Italia, il modus operandi dei gruppi criminali, le infiltrazioni fra cantieri e impresa. Ai ragazzi un messaggio diretto e senza sconti: "La legalità è una scelta. Bisogna essere attenti, informati. Anche quando si vota. Di un candidato ormai si può sapere tutto via internet". In sala la presidente di Orizzonti Gina Arielli, gli assessori Mariacristina Gioia e Gianluca Villa, il comandante della compagnia dei carabinieri di Pioltello Francesco Berloni e quello di Gorgonzola Gianni Graziani, oltre all’insegnante referente di progetto, Gabriella Collura. "I nostri studenti studiano anche marketing ed economia. E quello della legalità è un aspetto fondamentale nel mondo dell’impresa". Nella conferenza del giudice l’incrocio oscuro di tanti temi: l’attività malavitosa al nord, la presenza preponderante della ’ndrangheta, la rete di mafie compattata dall’interesse economico. Il carcere, "strumento inevitabile, non cura strutturale. Per un mafioso il carcere è una stelletta appuntata al petto. Il 41bis è l’unico modo per evitare che il boss faccia il boss anche dalla galera. I capimafia vanno tenuti lontani dalla criminalità ordinaria". La scia di sangue, e le storie di coraggio. Come quella di Maria Concetta Cacciola, la giovane mamma e testimone di giustizia calabrese assassinata con l’acido muriatico nel 2011. "La morte di Maria Concetta un dolorosissimo colpo, un giro di boa". Ma con un frutto, il protocollo ministeriale Liberi di scegliere, nato con l’obiettivo di dare alternativa di vita ai minori provenienti da contesti di criminalità organizzata e alle madri che rifiutino le logiche mafiose. E ancora. "Una circostanza difficile? Quando dopo una grande, impegnativa indagine non trovi supporto nei giudici".

Monica Autunno

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