GIAMBATTISTA ANASTASIO
Cronaca

L’odissea di una madre per il figlio: "Lista d’attesa di un anno e mezzo. Costretti a pagare la clinica privata"

Alessandro, bimbo con disturbo dello spettro autistico, necessita di sedazione profonda per le cure ai denti. Ma nessun ospedale tra Bergamo, Brescia e Milano lo prende in carico entro i 30 giorni prescritti dalla pediatra.

L’odissea di una madre per il figlio: "Lista d’attesa di un anno e mezzo. Costretti a pagare la clinica privata"

L’odissea di una madre per il figlio: "Lista d’attesa di un anno e mezzo. Costretti a pagare la clinica privata"

Ad un certo punto le hanno persino consigliato di tornare dalla pediatra e di farsi rilasciare una nuova prescrizione medica, una prescrizione priva del carattere di urgenza, una prescrizione nella quale non ci fosse più la scadenza dei 30 giorni di tempo come scadenza-limite entro la quale fissare quella visita. Un consiglio che è presto spiegato: nessun ospedale lombardo in questo momento riesce a rispondere all’urgenza nella quale si sono trovati Elena Graziani e suo figlio Alessandro, un bambino di neanche 6 anni di età. Alla fine è andata diversamente: a causa delle liste d’attesa della sanità pubblica, questa madre è stata giocoforza costretta a rivolgersi ad una clinica privata, per una spesa che sfiora i duemila euro.

"Mio figlio – spiega Graziani – ha necessità di devitalizzare alcuni denti. Essendo un bambino con disturbo dello spettro autistico, non può essere collaborativo: occorre sedarlo per poter fare l’intervento. E non basta una sedazione semplice, ne occorre una profonda perché, a causa di un problema di adenoidi, Alessandro respira con la bocca non con il naso, quindi il protossido d’azoto (agente analgesico e anestetico ndr) non avrebbe efficacia". Da qui la prescrizione della pediatra, una prescrizione urgente: visita da fissare entro 30 giorni per poter così programmare ed avviare tutto il percorso di cura e, nel dettaglio, l’intervento di sedazione e contestualmente l’intervento per la devitalizzazione dei denti del bambino. Vale la pena sottolineare che la sedazione profonda è a carico del servizio sanitario pubblico per i bambini con disabilità. Peccato che questa prestazione sia pressoché impossibile da ottenere in un ospedale pubblico e, soprattutto, nei tempi fisiologicamente urgenti delle cure odontoiatrice. Graziani, infatti, non ha trovato alcun ospedale lombardo in grado di garantire entro 30 giorni a suo figlio la visita per la sedazione.

"Mi sono rivolta all’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo e mi è stato detto che non c’era modo di fare una prenotazione in urgenza, che non avevano posto e quindi per la visita avrei dovuto attendere giugno 2024 e da lì almeno altri 8 mesi per l’intervento di sedazione: un’attesa di un anno e mezzo, mio figlio avrebbe fatto in tempo a perdere i denti. A quel punto mi sono rivolta a Brescia: dall’Odontoiatria degli Spedali Civili mi hanno detto di rivolgermi all’ospedale di Montichiari e dall’ospedale di Montichiari mi hanno detto di rivolgermi agli Spedali Civili. In tutti i casi non sono stata messa in condizione di capire quanto avrei dovuto attendere per fissare la visita e, soprattutto, per l’intervento di sedazione". Non è andata meglio a Milano, anzi: è andata più o meno come nelle altre due province lombarde. Ed è tra una tappa e l’altra di questo pellegrinaggio telefonico che a Graziani hanno proposto di farsi fare dalla pediatra una nuova prescrizione, ma senza carattere di urgenza perché, come detto, a quell’urgenza nessuno sa rispondere. "è assurdo anche solo pensare che io possa portare un bambino di 6 anni con disabilità e invalidità in giro per i vari ospedali lombardi" sottolinea questa madre. La scelta, allora, è stata obbligata: "Io e mio marito ci siamo dovuti rivolgere ad una clinica privata: appuntamento il 13 novembre per 1.940 euro di spesa".