L’incompiuta Grande Brera. La promessa di Sangiuliano: "Due concerti in estate e tra un anno apre Citterio"

Il ministro della Cultura ieri ha visitato il cantiere dell’ampliamento "Dopo oltre cinquant’anni, con me il progetto sarà realizzato, siatene certi. E poi, d’accordo col sindaco Sala, faremo anche la pensilina vetrata".

L’incompiuta Grande Brera. La promessa di Sangiuliano: "Due concerti in estate e tra un anno apre Citterio"
L’incompiuta Grande Brera. La promessa di Sangiuliano: "Due concerti in estate e tra un anno apre Citterio"

Conferma che il museo di Palazzo Citterio, cioè l’ultima versione del progetto ormai più che cinquantennale della “Grande Brera”, aprirà tra un anno esatto, nei giorni intorno al Sant’Ambrogio del 2024. E che arriverà in seguito anche la passerella vetrata, tra l’ampliamento destinato al Novecento con le collezioni Jesi, Vitali e Mattioli e la Pinacoteca: "Con il sindaco Sala siamo d’accordo nel riprendere il progetto della famosa pensilina che dovrebbe collegare Citterio con Brera, piace a lui e piace a noi", ha ribadito il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano a margine della cena post Prima della Scala alla Società del Giardino.

Annunciando che "la prossima estate organizzeremo due concerti nel giardino, che è già in buone condizioni, e si chiameranno “Aspettando Brera”, in modo da creare un po’ di attenzione". Il ministro ieri mattina, "come faccio ogni mese", è andato a Palazzo Citterio a verificare l’avanzamento dei lavori partiti in maggio, accompagnato da Francesca Cappelletti, la direttrice della Galleria Borghese di Roma che da fine settembre, cioè dall’addio di James Bradburne dopo otto anni, è la reggente della Pinacoteca "nell’attesa dell’imminente nomina del nuovo direttore", si legge nel comunicato del Mic. "Il progetto della Grande Brera è una delle iniziative che perseguiamo con maggiore determinazione. Il 2024 sarà l’anno in cui si riuscirà ad aprire Palazzo Citterio: sarà solamente uno dei tasselli del grande rilancio della Pinacoteca di Brera, che merita una rinnovata centralità per il valore delle sue opere", recita la dichiarazione ufficiale del ministro. Che, a margine, è pronto anche a scommettere che a dispetto dell’"avanzamento molto faticoso" dei lavori nel palazzo settecentesco accanto a quello della Pinacoteca, acquistato dallo Stato nel 1972, più di mezzo secolo fa, per realizzare la Grande Brera sognata dal direttore di allora Franco Russoli e rimasta, da allora, forse la più grande incompiuta dell’era contemporanea per la città di Milano, "con Gennaro Sangiuliano, a meno che non mi venga un infarto, si realizza, state sicuri".

"Io non facevo il ministro prima", sottolinea, e chiarisce da qui a un anno "aprirà il museo. Non aspetteremo che finiscano i lavori per partire con gli allestimenti, l’errore che era stato commesso prima", spiega riferendosi allo sfortunato restauro precedente, curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano, che dopo quasi quattro anni e 23 miloni di euro consegnò a Brera uno spazio pieno di problemi, dal montacarichi all’ingresso fino all’impianto di climatizzazione al quale "nessun direttore di museo potrebbe affidare dei quadri", disse all’epoca Bradburne, che propose dunque un progetto di ri-restauro nel 2019. Appena prima della pandemia, solo l’ultimo degli accidenti nella telenovela della Grande Brera che, promette Sangiuliano, dovrebbe trovare un lieto fine prima della fine del 2024.

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