Milano, la nuova vita della Leonessa dell’Isis: ai domiciliari nella casa famiglia. “Ora crede nella democrazia”

Negli atti del processo bis la metamorfosi di Bleona Tafallari era stata arrestata il 17 novembre 2021 in via Padova. La 21enne vorrebbe tornare in Kosovo e lasciarsi alle spalle il passato

L'arresto di Bleona Tafallari in via Padova

L'arresto di Bleona Tafallari in via Padova

Milano, 11 marzo 2024 – Con Bleona Tafallari "si è stabilito un buon dialogo", e la donna "ha convenuto sul valore della pace e della legalità democratica". La 21enne "si è posta in maniera serena e collaborativa con le altre ospiti della casa famiglia" ed è "sempre affettuosa e disponibile nella cura dei piccoli". Sono passaggi di una relazione dei responsabili della comunità romana vicina al mondo cattolico, che ospita donne con bambini in situazioni di disagio, dove Bleona Tafallari, arrestata il 17 novembre 2021 in un appartamento in via Padova a Milano, sta trascorrendo i domiciliari. Relazione depositata dal suo difensore, l’avvocato Giuseppe De Carlo, nel nuovo processo davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Milano, a sostegno della richiesta di attenuanti generiche. I giudici hanno disposto inoltre una nuova perizia, per tradurre in italiano gli atti in lingua tedesca, sulla quale potrebbe giocarsi il destino della giovane, nata in Kosovo e finita al centro di un complesso caso giudiziario che si è intersecato anche con l’attentato che insanguinò le strade di Vienna. Il marito di Bleona, l’ingegnere Veliqi Perparim, residente in Germania, fu infatti perquisito dalla polizia tedesca per un presunto collegamento con Kujtim Fejzulai, il 20enne che il 2 novembre 2020 uccise quattro persone e ne ferì altre 22 con un fucile d’assalto nella capitale austriaca.

Secondo le indagini difensive, però, Perparim "non è stato neanche indagato dall’autorità giudiziaria tedesca per terrorismo ed è un uomo libero che studia e lavora", mentre l’inchiesta a carico di altri due uomini ritenuti complici dell’attentatore (secondo gli inquirenti italiani in contatto con la coppia) "è stata archiviata dall’autorità giudiziaria austriaca". Circostanze che, quindi, ridimensionerebbero le accuse, mentre resta innegabile l’attività di propaganda e proselitismo sui social da parte di Bleona, che aveva sposato le idee del radicalismo islamico. Nella memoria del telefono della ragazza, col nickname di “Al Muhajirah” (“Sposa pellegrina”), la Digos, coordinata dal pm Leonardo Lesti, aveva scovato manuali per l’addestramento e video a sostegno dell’Isis. In primo grado è stata condannata a 3 anni e 4 mesi per istigazione a commettere reati con l’aggravante del mezzo informatico. In Appello, il ribaltone: i giudici hanno ritenuto provata l’accusa più grave di terrorismo internazionale, aumentando la pena a 4 anni. Il nuovo colpo di scena in Cassazione, con l’annullamento della condanna e un nuovo processo (ora in corso a Milano) per "valutare quale corretta definizione giuridica dare al fatto". Terrorismo o attività di indottrinamento online, senza legami concreti con una rete internazionale di attentatori? Le risposte potrebbero arrivare dalla nuova traduzione degli atti tedeschi. Intanto la donna, che tra carcere e domiciliari ha già scontato circa 2 anni e 4 mesi, presto potrebbe tornare in libertà. "Vorrebbe fare ritorno in Kosovo – spiega il difensore – e lasciarsi alle spalle questa vicenda".

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