Bimbo autistico lasciato senza maestro di sostegno in classe. Ministero condannato a risarcire il danno: 5.200 euro

La sentenza della Corte d’Appello di Milano sulla vicenda di uno scolaro di 9 anni di Como che avrebbe avuto diritto a 22 ore di appoggio settimanali ma ha potuto beneficiare solo di sedici

Il piccolo frequenta la scuola elementare (foto di archivio)

Il piccolo frequenta la scuola elementare (foto di archivio)

Milano – Aveva diritto a 22 ore di sostegno a settimana per l’intero anno scolastico, ne sono state garantite solo 16. Ora il Ministero dell’Istruzione e del Merito dovrà risarcire la famiglia di un bimbo autistico di nove anni: 5.200 euro per il danno subìto, "tenuto conto del numero delle ore nelle quali il minore è stato privato dell’insegnante di sostegno per il 2022/23, pari a 210, del perdurante comportamento inadempiente tenuto dall’Amministrazione scolastica, dell’età del minore e della particolare fase di sviluppo del bambino". Così ha deciso la Corte d’appello di Milano, in tempi strettissimi, condannando il Ministero per "condotta discriminatoria".

La vicenda era arrivata sul tavolo del Tribunale di Como il 20 gennaio del 2023: il bambino, che oggi frequenta la quinta elementare, è autistico e – da relazione clinica – necessita "il massimo delle ore di sostegno didattico, in ragione dei riscontrati deficit cognitivi, comunicativi e relazionali".

Non vedendo riconosciute le 22 ore di sostegno, con rapporto 1 a 1, previste anche nel Piano educativo individualizzato, era stata avviata una prima battaglia legale contro il Ministero e la scuola che si era chiusa, in primo grado, con un nulla di fatto: era stata accolta l’istanza di cessazione della condotta discriminatoria, ma rigettata la richiesta di risarcimento in quanto, secondo i giudici di primo grado, "non risulta provato il deficit causato all’alunno dalla mancata copertura con insegnante di sostegno per l’intero monte ore previsto" ed era stata "comunque garantita nelle ore non coperte dall’insegnante di sostegno la presenza dell’assistente educatore".

Non si è arresa però la famiglia, che ha presentato ricorso, rivolgendosi agli avvocati dell’Osservatorio 182, nato da associazioni di genitori con figli disabili e che fornisce assistenza legale gratuita per la difesa dei diritti negati a scuola. "Non solo il provvedimento cautelare del Tribunale di Como non è stato mai eseguito nei fatti dalla scuola, che ha continuato a garantire solo 16 ore di sostegno fino al mese di giugno – spiega l’avvocato Walter Miceli –, ma la richiesta di risarcimento danni è stata rigettata su presupposti che ledono il diritto allo studio dei bambini con disabilità. Dire che non è possibile accertare il danno, che va provato in termini di regressione e peggioramento della situazione di salute, equivale a chiedere una prova ’diabolica’ e impossibile da fornire, trattandosi di un bimbo con una forma grave di autismo. La Corte d’appello di Milano ha accolto il nostro ricorso e dà segnali importanti".

L’avvocato Walter Miceli dell’Osservatorio 182 per la tutela dei genitori con figli disabili
L’avvocato Walter Miceli dell’Osservatorio 182 per la tutela dei genitori con figli disabili

Il primo: "Appare di tutta evidenza come lo specifico inadempimento da parte dell’istituzione scolastica, che ha inciso con una riduzione al ribasso di circa un terzo delle ore ritenute necessarie, abbia determinato un danno rispetto all’evoluzione scolastica del minore, rappresentando una barriera per la crescita degli apprendimenti del bambino", si legge nella sentenza. Non servono altre prove.

Secondo: le figure dell’educatore ad personam e dell’insegnante di sostegno "non sono sovrapponibili", hanno "funzioni distinte". Terzo segnale: la Corte d’Appello chiude evidenziando la "componente deterrente" della sanzione. "Un monito per dissuadere da comportamenti pericolosi dal punto di vista dell’inclusione – prosegue Miceli –. Sono condotte frequentissime nelle scuole, dove ci si scontra con ostacoli, mancanze di risorse, valzer di insegnanti. E le famiglie troppo spesso si rassegnano. E invece il diritto all’istruzione del minore disabile è un diritto fondamentale. Incomprimibile".

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