MARIA RITA
Cronaca

"La Scuola al centro" dei saperi

Il progetto del "Collettivo G" per trasformare le scuole in Centri Culturali Polivalenti, presentato nel 1974 e ora ripreso, mira a valorizzare le capacità degli studenti e coinvolgere la comunità. Il Ministero dell'Istruzione ha accolto la proposta, aprendo le scuole anche d'estate per attività culturali e formative.

Parsi

Sembra un sogno pensare che si possa realizzare, a 50 anni di distanza, il progetto del “ Collettivo G”, cooperativa di servizi e produzione culturale, nata nel 1974, che operava alle periferie di Roma con il finanziamento del Teatro Scuola del Teatro di Roma. Quella proposta che, nel tempo, si è trasformata nel testo: “la Scuola al Centro”, progetto depositato e, poi, stampato come libro-documento, dettagliato nella modalità del suo sviluppo (Edizione Pagine, 2024) individuava nelle scuole di ogni ordine e grado, dislocate nel numero di 48mila in ogni quartiere o abitato di città e paesi, come la possibilità di attivarle in quanto Centri Culturali Polivalenti, aperti da mattina a sera, di inverno e d’estate, per accogliere, aggregare, formare insegnanti, studenti e genitori.

Nelle scuole intese come Centri Culturali polivalenti l’intenzione era animare, collegandole al territorio e alle unità sanitarie locali, laboratori per attività creative, scientifiche, virtuali; presentazione di libri, corsi di formazione per educare al rispetto di leggi, ambiente e animali. E, ancora, corsi di educazione sessuale, di economia, geopolitica nel rispetto di diritti universali e individuali. Vero è che il nostro progetto - ben oltre i voti di condotta, promozioni e bocciature - mirava a far acquisire agli allievi un piacere del sapere, dell’avere strumenti di conoscenza di sé, dei rapporti con la famiglia e con l’ambiente socioculturale che consentisse loro di valorizzare le loro “skills”, attraverso l’opera di costante formazione degli insegnanti, della presenza di mediatori culturali e di una stabile équipe antropsicosociopedagogica collegata al territorio in tutte le scuole. Questa équipe dovrebbe essere attivata per stabilire un rapporto proficuo non solo tra allievi e insegnanti ma anche tra genitori e docenti. Questo progetto non soltanto è stato presentato e ben considerato, ma consegnato alla segreteria tecnica del ministero della Pubblica Istruzione che, finalmente, propone l’apertura delle scuole anche d’estate con l’attivazione di laboratori di creatività, ricerca, sostegno a legalità e ambiente. Siamo, pertanto, fieri che siano state accolte le nostre istanze. W, dunque, la scuola! Poiché “la cultura è tutto, la cultura è per sempre”. Ai filosofi greci, ancora, “Urrah!”

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