La protesta sbarca al Dal Verme. Sms mostra lo striscione in platea

MILANO Le tradizionali proteste in Piazza Scala prima della Prima, certo. Ma quest’anno il...

La protesta sbarca al Dal Verme. Sms mostra lo striscione in platea
La protesta sbarca al Dal Verme. Sms mostra lo striscione in platea

Le tradizionali proteste in Piazza Scala prima della Prima, certo. Ma quest’anno il fronte della protesta si è trasferito anche all’interno del Teatro Dal Verme, storica sede della cerimonia di consegna degli Ambrogini d’oro. Partiamo dalla fine, cioè quando il presentatore dell’evento stava per decretare la fine della cerimonia. Nelle ultime file della platea del teatro a pochi passi da largo Cairoli un gruppo di giovani ha tirato fuori uno striscione “LungaVitaSms“. Sms non c’entra nulla con la messaggistica telefonica, ma è l’acronimo di Spazio di Mutuo Soccorso, il centro sociale aperto nel 2013 in piazza Stuparich.

I “disobbedienti“ conducono battaglie politiche per l’accoglienza dei migranti, il diritto alla casa e la lotta alla povertà. La loro protesta è durata qualche minuto. Nei volantini distribuiti, i militanti sottolineano che hanno provato a candidarsi per l’Ambrogino d’oro, ma non sono stati presi in considerazione. A loro parere, invece, meriterebbero il massimo riconoscimento cittadino per il loro impegno sociale e politico.

Da dentro il teatro a fuori dal Dal Verme, dove prima della cerimonia si sono fatti sentire e vedere due gruppi di manifestanti. Il primo chiedeva la chiusura del Centro di permanenza per i rimpatri (Cpr) di via Corelli, dopo l’inchiesta avviata dalla Procura che ha mostrato che in quello spazio ci sono condizioni inumane per i migranti. "Chiudere tutti i Cpr", urlano i militanti in piazza. Il secondo gruppo della protesta, invece, è rappresentata dai cosiddetti “tendini“, gli studenti che protestano contro il caro-casa a Milano. Quest’anno una di loro, la studentessa Ilaria Lamera, è stata premiata in teatro con una attestato di civica benemerenza. Ma il premio non ha fermato la protesta.

Massimiliano Mingoia

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