Nube tossica a Gratosoglio, vapori chimici dall’ex tintoria: "Noi, in casa con le finestre chiuse"

Le sostanze tra cui ammoniaca, acido muriatico e acqua ossigenata erano contenute in alcuni fusti. Sarebbero state mescolate da ignoti. I vigili del fuoco: "Non ci sono pericoli per l’incolumità pubblica"

Vigili del fuoco al Gratosoglio
Vigili del fuoco al Gratosoglio

"L’aria è irrespirabile, la puzza di sostanze chimiche si sente fino a un chilometro e mezzo di distanza. Dobbiamo stare per forza con le finestre chiuse". Lo sfogo è di un residente del quartiere Gratosoglio, preoccupato dalla "nube" che ha invaso il cielo di questo spicchio della periferia sud ieri poco dopo le 18. Cos’è successo, si è saputo poco dopo grazie all’intervento dei vigili del fuoco che hanno rilevato lo sversamento di liquidi da alcuni fusti contenenti sostanze chimiche fra cui ammoniaca, acido muriatico e acqua ossigenata all’interno di una ex tintoria in via Gratosoglio 47 all’angolo con via Costantino Baroni. Ignoti, si è scoperto in seguito, avrebbero mescolato incautamente delle sostanze chimiche. A quel punto la diffusione dei vapori, chiariscono i pompieri, ha creato una nube rendendo l’aria nella zona particolarmente irrespirabile. I vigili del fuoco sono intervenuti con cinque mezzi fra cui gli esperti del nucleo Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) e sono rimasti impegnati per ore, per abbassare il livello di diffusione delle sostanze.

Precauzionalmente è stato chiesto agli abitanti della zona di evitare di uscire dalle proprie abitazioni. In azione anche l’Arpa che insieme ai vigili del fuoco ha misurato il "livello di saturazione" dell’aria. Intervenuti anche la polizia di Stato e la polizia locale. In serata i pompieri hanno confermato "la miscelazione di due o più sostanze chimiche al momento in fase di analisi, avvenuta in modo improprio da ignoti" in quest’area dismessa e adiacente ad abitazioni. Ai residenti è stato consigliato di tenere le finestre chiuse, finché la situazione non tornerà alla normalità. I vigili del fuoco sottolineano comunque che "non esistono pericoli per la pubblica incolumità fatta eccezione per disturbi olfattivi". Disagio a cui si è cercato di far fronte con "veli d’acqua" spruzzati dal Nucleo Nbcr. "Noi ci siamo preoccupati – fanno sapere alcuni abitanti – non solo per l’odore ma anche perché le strade attorno sono state chiuse. Impraticabile anche il tratto per raggiungere la scuola Arcadia, a poca distanza".

Meno di un mese fa, era il 10 gennaio, ad allarmare gli abitanti di Gratosoglio era stato l’incendio divampato in via Saponaro 36, ai piedi della torre bianca. Le fiamme hanno reso inagibile l’ambulatorio del medico di base, che è stato poi ospitato in uno spazio messo a disposizione dal Municipio 5, nel Centro di aggregazione multifunzionale di via Saponaro 30. Il fuoco, quel pomeriggio, aveva fagocitato alcuni pannelli isolanti accatastati sotto un ponteggio, estendendosi poi al palazzo. Questo episodio è stato poi motivo di scontro politico, perché nella torre in questione, di proprietà Aler, i lavori di riqualificazione erano fermi da tempo. E le fiamme sono divampate proprio nel cantiere abbandonato.

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