"Io parto per il mio destino". Una storia d’amore e coraggio

L’Ambroeus di Vignate a Pinuccia Curti, nuora e biografa dell’operaio di Pirelli morto in un lager

"Io parto per il mio destino". Una storia d’amore e coraggio

"Io parto per il mio destino". Una storia d’amore e coraggio

Un biglietto d’addio alla sua famiglia lanciato dal treno nel lungo viaggio verso la prigionia e la morte. Il premio di benemerenza “Ambroeus” di Vignate omaggia ancora una volta la dolorosa vicenda di Francesco Gervasoni, operaio vignatese della Pirelli deportato il 25 novembre 1944 e morto nel ‘45 nel campo tedesco di Kahla, in Turingia. Il riconoscimento 2023, “gemello“ da decenni dell’Ambrogino milanese, è andato infatti alla nuora di Gervasoni, Pinuccia Curti, protagonista, negli anni passati, di un lungo lavoro di ricerca e studio per ricostruire la vita e soprattutto la morte del padre del marito Bruno, oggi anche lui scomparso. Un omaggio alla ricerca, "al significato che ha avuto e che potrà ancora avere per la comunità vignatese – dice il sindaco Paolo Gobbi – e per le future generazioni. Che sentono parlare di guerra, persecuzioni e deportazione, ma che potranno sempre conoscere una storia vera avvenuta proprio nel paese dove abitano".

Una storia drammatica, dolorosa ed emblematica quella dell’operaio e deportato politico Fabrizio Gervasoni, già al centro degli studi della nuora Pinuccia Curti e già nota per questo in paese: nel 2019 allo scomparso Gervasoni è stata intitolata una via. La sua vicenda, insieme ad altre, compare anche su molti siti storici specializzati, come il “Centro studi Schiavi di Hitler“. Gervasoni fu arrestato nel novembre 1944 insieme ad altri 25 operai della Pirelli, nel corso di un presidio. Il 25 novembre il treno che li avrebbe condotti a Kahla (destinazione allora ignota) transitava proprio da Vignate quando Francesco, dal finestrino, lasciò cadere un biglietto d’addio alla famiglia. "Io parto per il mio destino". Quel biglietto, raccolto da un “paesano“ che lavorava come capostazione, fu consegnato alla moglie Maria. Da lì, qualche anno fa, è partito il lungo viaggio “a ritroso“ nel tempo della nuora Pinuccia, "che abbiamo voluto premiare per la tenacia e l’impegno – così ancora Gobbi – e per l’enorme, monumentale, lavoro svolto".

La fine di Francesco avvenne nel campo di Kahla, dove nell’inverno del 1944 si costruivano i Messerschmitt 262, aerei da combattimento orgoglio del Terzo Reich. E in quella fabbrica lavorarono, da schiavi, tremila italiani. "Avevo sempre desiderato visitare quel campo – spiega il sindaco – e negli anni scorsi l’ho fatto. Un’emozione che mi è rimasta dentro".

Premiata, nel corso della stessa cerimonia, anche la Libera associazione genitori di Vignate intitolata a Patrizia Sala, "per il fattivo impegno a favore delle scuole, dei bambini e delle loro famiglie, per l’inesauribile sostegno alla genitorialità e per il concreto supporto agli alunni più fragili".

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