Insegnante di Segrate accoltellata in autogrill sull’A1 il giorno di Santo Stefano: fermato l’ex marito

Gli inquirenti parlano di “aggressione pianificata”. Stando alle indagini, l’uomo avrebbe noleggiato un’auto in Slovenia e gli avrebbe applicato una targa italiana, poi avrebbe seguito l’ex moglie per giorni

Le indagini sul luogo dell'accoltellamento (Fotocronache Germogli)

Le indagini sul luogo dell'accoltellamento (Fotocronache Germogli)

Segrate (Milano) – È stato sottoposto a fermo l’ex marito della 58enne insegnate di Segrate, colpita da un uomo incappucciato nell’area di servizio di Campi Bisenzio (Firenze) lungo l’autostrada A1, il giorno di Santo Stefano quando la donna stava tornando a casa dopo aver trascorso alcuni giorni dai parenti a Cerveteri, cittadina a nord di Roma. È quanto si apprende in merito allo sviluppo delle indagini.

Aggressione pianificata

Un'aggressione pianificata da giorni dall'ex marito. È quanto ricostruito dagli inquirenti, e spiegato in conferenza stampa, in merito al ferimento dell’insegnante di 58 anni, colpita in un'area di servizio dell' A1, a Campi Bisenzio, mentre tornava a Segrate (Milano) dopo aver trascorso le vacanze natalizie a Cerveteri (Roma).  Da da quanto spiegato il 22 dicembre si era concluso con la messa alla prova un processo a carico dell'ex marito per un episodio di violenza nei confronti della donna. Proprio quel giorno, secondo l'accusa, l'uomo avrebbe cominciato a pianificare il delitto.

Auto noleggiata in Slovenia

L'ex marito dopo aver noleggiato in Slovenia una Fiat Tipo di colore grigio, con targa slovena, avrebbe applicato sulla vettura una targa italiana, riconducibile a un'auto dello stesso modello e colore intestata a una persona domiciliata in Piemonte.

L’inseguimento dell’ex moglie

Con la vettura l'uomo avrebbe inseguito la donna fino a Cerveteri e poi sarebbe rimasto in zona. La donna il 26 è ripartita con le figlie di 29 e 31 anni per la Lombardia venendo seguita dall'ex.  Alla stazione di servizio Bisenzio nord l'uomo, con il volto coperto da cappello e occhiali scuri, avrebbe aggredito la 58enne, rimasta in auto mentre le figlie erano scese per raggiungere la stazione, colpendola al viso e cercando di sferrare tre fendenti al petto non andati a buon fine per la prontezza della donna. La vittima fu poi dimessa il giorno stesso dell'aggressione con 15 giorni di prognosi.

Il movente

Ma cosa avrebbe spinto l’ex marito a tentare di uccidere la 58enne? Sempre stando agli inquirenti, non solo un fortissimo risentimento per la separazione, ma anche una motivazione economica. Secondo quanto emerge, l’uomo potrebbe aver compiuto il gesto anche per aspetti finanziari legati alla gestione di una società immobiliare della quale la donna deteneva le quote di maggioranza e dalla cui gestione l’indagato era stato estromesso.

Il fermo e l’accusa 

L'uomo è stato sottoposto a fermo in Friuli con l'accusa di tentato omicidio e calunnia ai danni di un cittadino piemontese. 

L’uomo aveva negato

Subito dopo l’aggressione, gli investigatori avevano cercato l’ex marito della donna, ma aveva negato qualsiasi coinvolgimento, presentandosi spontaneamente dai carabinieri a Udine, dove si trovava in quel momento. La pista aveva presto perso consistenza anche perché la stessa donna non aveva riconosciuto l’ex marito nelle fattezze dell’aggressore. Ma con il passare dei giorni e l’acquisizione di nuovi elementi (l’auto della donna era stata passata al setaccio a caccia di tracce biologiche ed erano stati analizzati i filmati di alcune telecamere di videosorveglianza) il cerchio si è stretto intorno all’uomo

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