Inchiodato dalla prova del Dna. Verso il giudizio immediato il seviziatore dell’anziana di Sesto

Ahmed Fathy Ehaddad, egiziano 42enne senza fissa dimora, è accusato di abusi sessuali e rapina. Nella notte tra il 26 e il 27 settembre brutalizzò la donna dopo averla accompagnata nell’androne . .

Inchiodato dalla prova del Dna. Verso il giudizio immediato il seviziatore dell’anziana di Sesto

Inchiodato dalla prova del Dna. Verso il giudizio immediato il seviziatore dell’anziana di Sesto

È suo il Dna prelevato nell’androne degli orrori, dove nel settembre scorso un’anziana di 89 anni con deficit cognitivi è stata selvaggiamente picchiata e abusata sessualmente per un’ora. La genetica incastra Ahmed Fathy Ehaddad, il 42enne egiziano senza fissa dimora sottoposto a fermo in carcere con le accuse di violenza sessuale e rapine aggravate. I campioni biologici repertati dai carabinieri sul luogo dell’aggressione sono stati sottoposti a esame da un esperto nominato dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Monza Gianluca Tenchio in incidente probatorio e corrispondono al Dna dell’indagato, che invano anche ieri mattina ha tentato di fare rinviare l’udienza nominando un terzo difensore. Al momento del fermo il 42enne aveva nominato di fiducia l’avvocato monzese che gli era stato affiancato d’ufficio, ma prima dello scorso appuntamento in Tribunale per la discussione dell’incidente probatorio aveva rinunciato alla difesa nominando un altro legale del Foro di Genova, che non si era potuto presentare a Monza e aveva chiesto e ottenuto un rinvio.

Ieri mattina nell’ufficio del gip è arrivato un terzo difensore nominato dall’egiziano come legale di fiducia, un’avvocata di Milano, che ha chiesto un altro rinvio, ma questa volta il giudice non l’ha concesso, ipotizzando che l’obiettivo dell’indagato fosse proprio quello di tirare alla lunga il procedimento penale.

Ora la pm della Procura di Monza Emma Gambardella, titolare del fascicolo nei confronti di Ahmed Fathy Ehaddad, ha intenzione di chiedere per il 42enne il giudizio immediato ritenendo di avere prove sufficienti per andare direttamente al processo. L’egiziano potrebbe scegliere invece un rito alternativo per ottenere uno ‘sconto’ sulla pena in caso di condanna. Secondo l’accusa, dopo gli abusi, avvenuti nella notte tra il 26 e il 27 settembre, l’egiziano ha anche portato via i soldi che aveva nella borsetta la donna, che era uscita di notte per andare in farmacia e, durante il tragitto, aveva incontrato il 42enne. L’uomo sembrava gentile e tranquillo e si era offerto di riaccompagnarla a casa: non appena arrivati nell’androne del palazzo, però, l’aveva malmenata e aveva abusato di lei per circa un’ora.

Il giorno successivo il custode del palazzo si è accorto di alcune macchie di sangue all’ingresso e ha chiamato i carabinieri. I militari hanno rintracciato la donna nel suo appartamento in stato confusionale e con alcune lesioni sul corpo. Alla Mangiagalli i medici l’hanno medicata e hanno trovato tracce degli abusi sessuali. Il 6 ottobre seguente i carabinieri hanno rintracciato nella zona della stazione di Sesto San Giovanni il 42enne e lo hanno bloccato.

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