Milano, 8 febbraio 2020 - «Abbiamo sentito botti fortissimi. Esplodevano pezzi di auto, le fiamme erano altissime. Sembrava l’inferno". Paura ieri sera in via Chiasserini, zona Bovisasca, per un incendio divampato attorno alle 20.40 in un terreno utilizzato come deposito di auto, oltre una recinzione, nel tratto di strada tra i civici 3/7, 5/7, 9/b e 13/a, una lingua di terra che si stacca dalla carreggiata principale e che si trova a circa 150 metri di distanza dalla sede nota della società Ipb (affittata a Ipb Italia) che fu teatro del maxi rogo divampato il 14 ottobre 2018 sotto due tettoie che contenevano una massa enorme di stracci, plastica, materassi e altro. Il fumo nero riempì la città per giorni.

«Abbiamo rivissuto le stesse sensazioni di preoccupazione e angoscia, col fuoco sotto le nostre case e l’aria acre attorno. Cosa respiriamo?", i commenti dei residenti. A gruppi sono scesi in strada ieri per seguire le operazioni dei vigili del fuoco, che in poco più di un’ora hanno domato le fiamme divampate per cause ancora da accertare su un ammasso di rottami all’interno di quello che pare essere un deposito di veicoli destinati alla demolizione e che non sarebbe collegato a un’impresa (ma è ancora tutto da verificare). Alle 22 il rogo era spento, restavano da smassare i materiali carbonizzati e bonificare l’area. Sul posto tre squadre dei pompieri e anche la polizia locale. Nessuno è rimasto ferito né intossicato "ma chiediamo - insistono i residenti dei comitati di Chiasserini e Bovisasca - controlli sulle attività della zona e cura degli spazi. Da tempo segnaliamo i problemi, ci sentiamo abbandonati". In via Chiasserini sono accorsi il presidente del Municipio 9 Giuseppe Lardieri, il consigliere Enrico Turato e l’assessore Municipale alla Sicurezza Monica Boselli, la quale sottolinea che "abbiamo già deliberato la richiesta di illuminazione e asfaltatura per questo tratto di via, che è erroneamente considerata privata".