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6 dic 2021

In Martesana è Segrate la città del cemento

Gli ettari occupati, in aumento sfiorano ormai quota mille. Messa male anche Carugate. regina dei centri commerciali

6 dic 2021
Gli oneri di urbanizzazione fanno gola ai Comuni. Sempre più amministrazioni però risolvono il problema con la riqualificazione delle aree dismesse
Gli oneri di urbanizzazione fanno gola ai Comuni. Sempre più amministrazioni però risolvono il problema con la riqualificazione delle aree dismesse
Gli oneri di urbanizzazione fanno gola ai Comuni. Sempre più amministrazioni però risolvono il problema con la riqualificazione delle aree dismesse
Gli oneri di urbanizzazione fanno gola ai Comuni. Sempre più amministrazioni però risolvono il problema con la riqualificazione delle aree dismesse
Gli oneri di urbanizzazione fanno gola ai Comuni. Sempre più amministrazioni però risolvono il problema con la riqualificazione delle aree dismesse
Gli oneri di urbanizzazione fanno gola ai Comuni. Sempre più amministrazioni però risolvono il problema con la riqualificazione delle aree dismesse

La città più cementificata della Martesana è Segrate con il 54,7% di suolo consumato, 958 ettari, 6 in più dall’anno scorso a quest’anno, ma al secondo posto c’è Carugate, regina degli svincoli della tangenziale e dei centri commerciali, tallonata da Cernusco sul Naviglio. La prima con il 49% del territorio coperto da asfalto, case e capannoni, secondo dato peggiore dell’area, la perla del Naviglio con il 47,1%. Il quarto posto nella classifica dell’area stilata dall’Ispra – l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale – sui numeri del 2020 spetta a Pioltello, dove la superficie sacrificata alle costruzioni è il 43,9%. Staccate, fra il 37 e il 41%, ci sono Pozzo d’Adda, Trezzano Rosa, Grezzago, Melzo, Pessano e Cassina. Poco alle spalle, Basiano e Gorgonzola. Cambiago, invece, sfiora il 30% insieme alla perla leonardesca, Vaprio. Meglio Cassano, Pozzuolo, Trezzo d’Adda (fra il 26 e il 27), Bussero, ferma al 25%. Buona anche la situazione di Masate, con il 19% di superficie occupata dal mattone. Il record positivo spetta invece a Truccazzano, con (appena) il 14% di terreno occupato, in pratica è un eden con un colpo d’occhio quasi identico a quello di 20 anni fa. Ora, però, la minaccia della logistica torna a offuscare il futuro di questa porzione di hinterland che vuole scommettere sul turismo e investe nel restauro di ville, monumenti, servizi, infrastrutture, ma poi non resiste al richiamo degli oneri che aggiustano bilanci risicati. C’è chi parla di un abbraccio mortale. "I capannoni nella valle di Leonardo sono una contraddizione in termini – dicono alla sezione locale di Legambiente –: la bellezza è conservazione del paesaggio". In gioco c’è il futuro: "È inutile parlare di sostenibilità se poi i fatti smentiscono le parole". Bar.Cal. ...

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