SIMONA BALLATORE
Cronaca

Ilaria Lamera, un anno dopo la protesta delle tende: "Cara Milano, ti lascerò. Ma la battaglia al caro-affitti continua"

La studentessa di Alzano Lombardo picchettò la prima canadese davanti al Politecnico il 2 maggio 2023: "È stata dura e il movimento si è indebolito negli ultimi mesi, ma rifarei tutto"

Ilaria Lamera davanti alle tende picchettate di fronte al Politecnico

Ilaria Lamera davanti alle tende picchettate di fronte al Politecnico

"Lo rifarei sì, altre mille volte. Per quanto sia stata dura, per quanto non sia finita nel modo in cui volevo perché purtroppo il mio movimento si è indebolito molto negli ultimi mesi, credo ancora che abbiamo fatto qualcosa di importante". Ilaria Lamera aveva picchettato la sua tenda davanti al campus Leonardo del Politecnico il 2 maggio. È passato un anno da quella prima canadese che ha avviato la protesta contro il caro-affitti che si è diffusa in tutta Italia.

Ilaria, riavvolgiamo il nastro. Com’è nata l’idea?

"Stavo cercando un alloggio a Milano per togliere meno tempo possibile allo studio: provengo dalla provincia di Bergamo e continuare a fare la pendolare quattro ore al giorno era diventato insostenibile. In zona Città Studi chiedevano 700 euro per una camera, talvolta anche mille, e non ero disposta a spendere queste cifre. Dopo mesi e mesi di ricerca e avere visto più di 100 camere ho deciso di utilizzare come simbolo una tenda, per far capire che gli affitti a Milano erano diventati impossibili".

Per tre notti la sua canadese è rimasta sola. Si aspettava poi di veder crescere l’accampamento?

"Le prime tende sì: la “Terna Sinistrorsa“, lista del Politecnico, mi aveva aiutato sin dalle prime fasi della protesta. Ma non pensavo che sarebbero diventate così tante e così in fretta. Nel giro di pochi giorni erano 60 e sono comparse davanti a tanti altri atenei d’Italia".

Rispetto a un anno fa, cos’è cambiato?

"Non molto. Non abbiamo risolto il problema, in un anno si sarebbe potuto fare molto di più. Ma l’obiettivo della protesta lo abbiamo raggiunto: portare a parlare del caro-affitti sia i media che la popolazione, la politica e le istituzioni. Se ne parlava troppo poco. Ci stiamo riuscendo ancora: è un tema centrale anche nelle prossime elezioni europee".

A proposito, le hanno chiesto di candidarsi?

"Mi hanno fatto una proposta, non dirò il partito. A dir la verità mi avrebbe fatto piacere portare questo tema a livello europeo perché credo che è lì che andrebbe trattato, non è un problema solo di Milano, ma comune a tanti paesi. Purtroppo non ho l’età per potermi candidare".

Non esclude quindi di scendere in politica in futuro?

"Al momento lo escluderei: il mio interesse rimane lo studio al Politecnico, poi vorrei trovare lavoro come ingegnere ambientale in azienda. Ma mai dire mai".

Resterà a Milano?

"No. Al momento pago 600 euro al mese per una camera, l’affitto scadrà a luglio. Sono in dirittura d’arrivo per la laurea, torno ad Alzano Lombardo e concluderò gli studi da pendolare, risparmiando gli ultimi mesi d’affitto".

Cosa sta facendo oggi Ilaria?

"Oltre a studiare continuo a fare attivismo, anche se in modo più ’nascosto’, non sono più sui giornali e in tivù come un anno fa. Partecipo a un gruppo di ricerca con il Politecnico guidato dalla professoressa Giuliana Costa per indagare la situazione del mercato immobiliare milanese e faccio parte di una task force per mappare gli edifici sfitti che potrebbero essere dati a prezzi sostenibili a studenti".

Il fatto di averci messo la faccia le ha portato un’eco mediatica enorme, ma anche tanti messaggi ’cattivelli’...

"Molti. Ma per fortuna la forza che avevo quando ho deciso di mettere la tenda e il fatto di credere fermamente in quanto stavo facendo mi hanno permesso di farmi scivolare tutti i commenti negativi. Non do mai troppo peso ai commenti sui social: io ero lì a lottare per una cosa che ritengo giusta, le persone che commentano da casa non stanno facendo nulla per risolvere il problema. Ho la coscienza pulita. Certo, non è piacevole, una persona più fragile avrebbe potuto soffrirne molto".

Torneranno le tende?

"Non lo so. Come movimento non ci siamo ancora accordati, sto parlando con altri gruppi di Milano per rilanciare il tema. Probabilmente nel mese di maggio ci saranno iniziative. Nel frattempo io il 2 maggio sarò in piazza Leonardo: se qualcuno vorrà confrontarsi con me o portare la sua esperienza sarò felice di ascoltarlo".