Ilaria Fiorillo, la sindaca delle biciclette: “Vi racconto come scoprire Milano in sella”

La cicloattivista pugliese, in città dal 2018, sul suo profilo Instagram racconta percorsi urbani e scorci insoliti. E adesso arriva anche un libro

Ilaria Fiorillo in bicicletta

Ilaria Fiorillo in bicicletta

Milano, 14 marzo 2024 – “Di biciclette e altre felicità". Il titolo fa già capire che a Ilaria Fiorillo basta pedalare per sorridere. O, meglio, che solo in sella trova la sua dimensione. Trentunenne, pugliese di nascita e milanese di adozione (dal 2018), è una cicloattivista e ha trasformato la sua passione nel promuovere la mobilità ciclistica in un lavoro. Sul profilo Instagram milano_in_bicicletta, seguito da 30,9mila follower, racconta le pedalate urbane e i suoi lunghi viaggi, con l’obiettivo di incoraggiare l’utilizzo della bici, creare una community, generare cambiamento.

Nel 2021, la sua prima impresa: in meno di un mese ha attraversato in bici l’Italia, dalla Lombardia a Foggia, documentando tutto su internet. Scrive la newsletter settimanale Cose di bici, organizza eventi su due ruote e nel 2023 è stata eletta “Sindaca delle biciclette di Milano” da bycs, ong globale con sede ad Amsterdam. Ora ha scritto un libro (edito da DeAgostini), in uscita il 26 marzo "ma già preordinabile".

Che cosa racconta in queste pagine?

"Questo libro è un ‘concentrato’: ci sono consigli per chi vorrebbe iniziare a pedalare ma non sa da dove cominciare e anche per chi invece la bici l’ha già eletta a mezzo di trasporto privilegiato, se non unico. E poi i viaggi e le imprese di chi in bici ha fatto la storia. I racconti delle città che cambiano e molto altro".

Pedala da sempre?

"No. Ho iniziato quando mi sono trasferita a Roma, per studiare ‘Scienze per la conservazione e il restauro di beni culturali’. Era una necessità: non avevo l’auto e neppure la patente, e i mezzi pubblici non erano sempre affidabili. Così ho scelto la bici. Una Graziella con le ruote piccole. E dalla bici non mi sono più separata. Una volta trasferitami a Milano (ho iniziato lavorando in un ristorante stellato, in un hotel) utilizzavo una bici pieghevole. Ora ho una bicicletta da città per gli spostamenti quotidiani e una Gravel Scott per i viaggi".

Come fa a vivere di questo?

"Sono una ‘divulgatrice di mobilità sostenibile’. Sviluppo progetti, parlo ai ragazzi nelle scuole, mi occupo di consulenze, promuovo il cicloturismo collaborando con enti del Turismo che desiderano promuovere il loro territorio guardandolo dal punto di vista ciclistico".

Il viaggio che le è piaciuto di più, finora?

"Mi è rimasto nel cuore quello tra la Lombardia e la Puglia, perché è stato il primo su due ruote della mia vita. Mi sono resa conto di non essermi mai goduta ‘il viaggio’ fino a quel momento. Tutto quello che stava in mezzo il punto di arrivo e il punto di partenza. Questo succede anche in città: pedalando mi posso fermare quando desidero, più facilmente mi accorgo di particolari mai notati prima. E scopro sempre qualcosa di nuovo".

A Milano non tutti si sentono sicuri a pedalare in strada. Cosa consiglia?

"Intanto preciso che le ciclabili sono utilissime. Il problema è che non sempre vengono rispettate. Bisogna cambiare mentalità, pensare che la strada non è ‘delle macchine’ ma di tutti. Consiglio di iniziare pedalando in gruppo e anche cercando i percorsi più gradevoli, magari passando da un parco anche se si allunga il tragitto, anziché da un vialone trafficato. La bici diventerà il mezzo di trasporto del cuore. I mezzi ecologici sono indispensabili per salvare il pianeta".

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