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20 apr 2022

Il Rondinella: mercato insostenibile

Sos del cinema sestese, alle prese con un calo di pubblico del 54% e il terzo bilancio in rosso consecutivo

laura lana
Cronaca

di Laura Lana

"Il mercato non è sostenibile in questo momento, non sta in piedi". Lo dice Gianluca Casadei, da 26 anni gestore del CineTeatro Rondinella. Il confronto tra i primi 3 mesi del 2022 e quelli del 2019, gli ultimi pre-pandemia, è impietoso: a livello nazionale si viaggia su un range tra il 60 e il 66% di spettatori in meno. "Al Rondinella il calo è del 54%. Un filo meno del dato nazionale, ma non c’è da essere soddisfatti. In questo disastro, i cinema di profondità, quelli di provincia e hinterland, stanno soffrendo più di quelli delle aree metropolitane, che sono riusciti a frenare con un -30% o addirittura a migliorare". Avere contenuto le perdite, rispetto al crollo nazionale, dà un briciolo di speranza ma non basta. "Siamo aperti grazie ai ristori. Ne è previsto un altro per l’andamento del mercato dei primi mesi 2022, soggetti a limitazioni, ma sarà una cifra non sufficiente perché si sono alzati i costi di gestione con l’energia. Inoltre, bisogna passare alla fase successiva: occorrerebbe a livello nazionale rilanciare il cinema con una campagna e un investimento forti". Su 1.300 strutture in Italia, mille sono mono, bisale o al massimo hanno 3 schermi. "Il rischio chiusura è molto alto con un esito devastante di azzeramento e impoverimento dei tessuti cittadini. Noi avremo un bilancio in rosso quest’anno, di sicuro anche nel 2023 e non avremo capitali a sufficienza per far fronte a 3 anni così. L’anno prossimo vorremmo far ripartire il teatro e qualche concerto, ma è indispensabile avere risorse". Tra tanti problemi quello delle “windows” è il principale. "I film vanno subito su piattaforma: Anec sta ripristinando i 105 giorni, in Francia la finestra è addirittura di un anno. Con la pandemia è saltato tutto e il settore della produzione spinge per la deregulation". Nuove abitudini di fruizione, le Ffp2 in sala, c’è poi un problema di prodotto.

"A novembre con Sorrentino abbiamo avuto l’ultimo film d’autore italiano forte in grado di richiamare il pubblico che ha avuto più resistenze a tornare al cinema. ‘Ennio’ è stato il film andato meglio in questi 3 mesi, seguito da Sorrentino, Martone e Moretti. Rai Cinema è sparita e, quando fa uscire qualcosa, chiede condizioni pre pandemia oggi insostenibili, come 2 settimane in esclusiva". Da aprile a luglio il calendario sarà ancora più scarno. "Si farà davvero fatica: senza prodotto non c’è pubblico e senza pubblico i distributori non fanno uscire pellicole importanti. È un circolo vizioso. Dalla riapertura abbiamo sfruttato tutti i giorni disponibili, ma ad agosto saremo costretti a chiudere per un intervento strutturale".

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