PIERO
Cronaca

Il mio pitbull è un amore, non farebbe male a una mosca

A Sesto San Giovanni una bambina di due anni è stata ferita dal pitbull di famiglia mentre giocava. L'episodio evidenzia il rischio legato alla presenza di cani aggressivi in casa, sempre più diffusi nonostante la mancanza di controlli.

Lotito

ultima è di questi giorni: una bambina di due anni ferita dal pitbull di famiglia con il quale stava giocando. "Pitbull di famiglia", è scritto proprio così nei resoconti dei giornali, come si trattasse di un bene di stretta necessità, indispensabile tra le mura domestiche. Perché se di cani è ormai piena ogni città, dei pitbull pare non si possa fare a meno. Il fatto in questione è avvenuto a Sesto San Giovanni: la bimba giocava a casa con l’animale e con la propria sorellina. Il cane, non si sa come (è sempre difficile risalire alla causa di certe esplosioni di aggressività), l’ha di colpo attaccata, e soltanto l’intervento di una giovane zia della piccola ha evitato conseguenze letali. Lei stessa se l’è vista brutta: è riuscita sì a strappare la bimba dalle grinfie del cane e a rinchiuderla con la sorellina in uno stanzino, ma poi ha dovuto cercare scampo alla furia del pitbull correndo sul balcone e arrampicandosi sulla tubatura del gas.

Non è che l’ultimo di una serie di episodi, sempre drammatici e spesso tragici. Non serve nemmeno ricordare i più recenti, tanto simili le circostanze: bimbi che giocano con i cani, e questi che si rivoltano loro contro. "Ma il mio pitbull è buono, è un amore", "Il mio rottweiler è bene educato" frignano i proprietari di queste macchine da guerra, alludendo all’ipotesi che siano i bimbi a stuzzicarli e a provocarne la reazione. Milano non sfugge alla moda del tenere in casa animali aggressivi e potenti. Che cosa si vuole: pare che averne almeno uno sia trendy, cool, figo, eccetera. Fatto sta che basta fare due passi in giro per vederne a bizzeffe: nei parchi digrignano senza museruola, e figurarsi se sono tenuti al guinzaglio. Il pericolo, come si dice, è dietro il cespuglio. E il problema lo conosciamo: l’assenza di qualsiasi controllo.

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