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1 mag 2022

Il fiume ha rotto gli argini Ma è un’esercitazione

Rocca Brivio ospita (fino ad oggi) una simulazione della Protezione Civile. Allestito un campo base, 26 i volontari del nucleo locale in prima linea

alessandra zanardi
Cronaca
Il cortile dell’antica villa seicentesca, campo base della Protezione Civile locale
Il cortile dell’antica villa seicentesca, campo base della Protezione Civile locale
Il cortile dell’antica villa seicentesca, campo base della Protezione Civile locale

di Alessandra Zanardi

Tetti scoperchiati, un albero abbattuto da un fulmine e l’argine di un fiume che ha ceduto. Uno scenario catastrofico, ma si tratta solo di un’esercitazione. È un fine settimana di lavoro per la Protezione civile di San Giuliano, impegnata nella simulazione di un episodio di maltempo, con tanto di tromba d’aria, e nelle relative attività di soccorso. È iniziata venerdì e si chiuderà nel pomeriggio di oggi l’esercitazione che ha chiamato a raccolta, a Rocca Brivio, 26 volontari del nucleo locale del soccorso sotto la regia del coordinatore Simone Fontana.

Coi suoi ampi spazi verdi, l’antica villa seicentesca è il posto ideale per le esercitazioni. È qui che è stato allestito un campo-base, dal quale si dipanano le operazioni di pronto intervento supportate da idrovore e motoseghe.

Operazioni che potrebbero prefigurare una situazione reale e che richiedono organizzazione e rapidità. Prove come quella in corso a Rocca Brivio, comprensive di pernottamento in tenda e cucina da campo per preparare i pasti, rappresentano il contesto adatto "per addestrare tutti gli operatori, da quelli della logistica a quelli del soccorso tecnico.

Oltre a testare le capacità di ognuno, questi eventi servono a cementare lo spirito di gruppo", osserva Fontana. E prosegue: "L’iniziativa è rivolta in particolare alle nuove leve, che sono state inserite nel gruppo con le campagne di reclutamento dell’ultimo anno". Nel 2021 la Protezione civile di San Giuliano si era allenata fingendo la presenza di un fontanazzo, evento associato alla piena di un fiume, nel parco della Vettabbia, a Civesio.

Anche in quel caso, 25 volontari fra quelli dell’associazione sangiulianese avevano cercato di far fronte all’ipotetico pericolo, con sacchi di sabbia a chiudere il punto critico e l’allestimento di un campo per gli sfollati.

Il rischio idrogeologico associato a forti precipitazioni, con importanti raffiche di vento e l’innalzamento del livello di fiumi e rogge, è in effetti uno dei possibili scenari di pericolo che potrebbero configurarsi, e che già in qualche occasione si sono verificati, anche nel Sud-Est Milanese.

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