Milano - Ha preso il via la cerimonia funebre nella sala Alessi di Palazzo Marino per ricordare l’ex sindaco di Milano e ministro Carlo Tognoli, scomparso venerdì all’età di 82 anni. Già presenti a Palazzo Marino, tra gli altri, tre successori di Tognoli alla guida della città, e cioè Gabriele Albertini, Giuliano Pisapia e Giuseppe Sala, oltre al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Bruno Tabacci. Presenti tra gli altri il prefetto di Milano, Renato Saccone, il questore Giuseppe Petronzi, l’onorevole Alessandro Colucci (Noi con l’Italia), il vice sindaco di Milano, Anna Scavuzzo, l’assessore regionale Stefano Bolognini, il consigliere regionale Carmela Rozza e il vice sindaco della Città Metropolitana di Milano, Arianna Censi e la direttrice del Teatro Parenti, Ruth Shammah. 

Presenti alla cerimonia in prima fila la moglie Dorina e i due figli, Filippo e Anna. Tanti anche i milanesi, molti con il garofano all’occhiello, che hanno seguito la cerimonia dal cortile da Palazzo Marino. È stato letto il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con cui il capo dello Stato venerdì aveva espresso la sua vicinanza ai famigliari per la scomparsa di «un sindaco che ha rappresentato molto per i milanesi e ha guidato la città in una stagione difficile, di trasformazioni sociali e di riscatto dopo gli anni della violenza terroristica», e poi è stato letto un messaggio dell’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini.

Carlo Tognoli per i milanesi era «uno che c’è sempre», questo probabilmente è «uno dei più bei complimenti che possano essere rivolti ad un sindaco di Milano», ha detto il sindaco Giuseppe Sala, nel corso del suo intervento alla cerimonia funebre. «Uno che c’era sempre per chi aveva bisogno, per chi era senza lavoro, per chi aveva un problema, per gli industriali, per i tranvieri, per gli artisti e i teatranti». Tognoli «c’era sempre per tutti - ha aggiunto Sala -, con la sua conoscenza della città e per la capacità tutta sua di far muovere la macchina del Comune. Ô stato la dimostrazione di quanto si riesce a fare se si è mossi da un vero ed effettivo amore per Milano».

 Una città, ha detto ancora Giuseppe Sala, che «ha saputo rialzarsi sempre dalle sue crisi perché ha trovato sulla strada persone come Carlo Tognoli, che non solo ha soccorso i problemi dei cittadini e dato coraggio alla città per uscire dagli anni di piombo, ma ha diretto la città su alcune scelte fondamentali per il futuro come la cultura, il sistema dei trasporti e quella ambientale». 

Le malinconiche note di 'Mission' di Ennio Morricone suonate da una tromba e un caloroso applauso da parte di un centinaio di milanesi presenti fuori da Palazzo Marino, hanno accompagnato l'ultimo saluto all'ex sindaco di Milano, Carlo Tognoli, il cui feretro è stato scortato dalla moglie Dorina e dai figli Filippo e Anna in piazza Scala, prima di avviarsi ad una sepoltura privata. Una celebrazione laica molto austera e concreta, come lo era del resto anche l'ex sindaco socialista scomparso.