Il Michelangelo Hotel di Milano che ospiterà i pazienti dimessi
Il Michelangelo Hotel di Milano che ospiterà i pazienti dimessi

Milano, 22 marzo 2020 -  Sarà il Michelangelo Hotel, vicino alla stazione Centrale, a ospitare i pazienti dimessi dagli ospedali ma non ancora del tutto 'negativizzati'. L'obiettivo è evitare la saturazione di posti letto e isolare i casi potenzialmente contagiosi. Il progetto è stato annunciato in un videomessaggio dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, stamattina ed è stato elaborata dalla vicesindaco Anna Scavuzzo e dagli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica) e Gabriele Rabaiotti (Politiche Sociali e Abitative). Sono coinvolte la Prefettura di Milano, l'ATS Milano e le Aziende Socio Sanitarie Territoriali (DG Welfare Regione Lombardia), Protezione Civile Regionale.

Quarantena in albergo

"Dobbiamo pensare essenzialmente alle persone - ha detto il primo cittadino - molti milanesi conoscono l'hotel Michelangelo, vicino alla stazione Centrale. Sono circa 300 camere, era un hotel già in chiusura, lo prendiamo per metterlo a disposizione di prefettura e autorità sanitaria, pensando che potrà servire per chi dovrà fare quarantena". Sala ha quindi precisato: "Questo principio, di trovare spazi e metterli a disposizione, ci potrà far fare ulteriori azioni nei prossimi giorni, anche perché io sono certo che usciremo da questa situazione ma sono certo che sarà una maratona, andiamo avanti con senso di responsabilita'".

L'albergo si trova in Piazza Luigi di Savoia, 6, ha 306 stanze (singole, doppie, triple), 17 piani con 4 ascensori ed era stato dismesso, tanto che i proprietari avevano presentato al Comune una proposta di demolizione e ricostruzione. L'hotel con ogni probabilità non verrà mai riaperto e la proprietà si è resa disponibile a mettere a disposizione la struttura per uso temporaneo, garantendo anche un supporto sulla gestione e eventuale manutenzione dell'immobile e per l'avvio della gestione quotidiana. La partecipata del Comune "Milano Ristorazione" fornirà i pasti in monoporzioni termosaldate organizzando cio' che necessario alla preparazione del cibo. Tecnicamente la struttura sara' requisita dalla Prefettura di Milano secondo indicazioni della Protezione Civile Regionale; il supporto socio sanitario e assistenziale arrivera' invece dalle autorita' sanitarie. La pianificazione delle misure di sicurezza anche per il rispetto della quarantena sono in capo alla Prefettura, che dara' indicazioni alle Forze dell'Ordine, al Comune con la Polizia Locale, a eventuali altri soggetti che dovessero essere coinvolti.

Le persone ospitate saranno autosufficienti e senza patologie gravi al punto da necessitare una assistenza medica continuativa. Potrebbe trattarsi di lavoratori delle professioni sanitarie che proseguono la loro attivita', ma che vorrebbero preservare le loro famiglie e preferiscono non dimorare a casa; chi non ha alloggi idonei alla quarantena (per presenza di familiari immunodepressi o con patologie precedenti, anziani, soggetti fragili; assenza di spazio in casa per permettere idonea quarantena, altro); chi è  senza fissa dimora o tutti coloro che alloggiano temporaneamente in strutture collettive (come ad esempio CAS, Centri di Accoglienza, SFD); ci sarà poi un'area adeguata alle Forze dell'Ordine sottoposte a quarantena obbligatoria (anche CoVid positivi) che non hanno alloggi adeguati all'isolamento. L'elenco non esaurisce tutte le categorie che saranno poi vagliate. All'interno della struttura le persone isolate avranno pasti individuali, pulizia degli spazi comuni e della biancheria, sanificazione di ogni camera a inizio e fine
 soggiorno e monitoraggio sanitario nel corso dell'isolamento.

La Regione ha invece annunciato che domani adotterà una delibera di Giunta per mettere a disposizione alloggi per chi ha neccesità di isolarsi e non ha la possibilità di farlo in casa. D'intesa con la Protezione civile e i prefetti, veranno individuati alberghi e altre strutture idonee allo scopo. 

Chiusure

Sala ha parlaro anche delle nuove misure restrittive, espirmendosi a favore dei due provvedimenti di ieri della Regione Lombardia e del Governo: "Condivido i contenuti e credo sia giusto attenerci a queste regole". Il primo cittadino ha subito però precisato: "Come ha detto ieri Borrelli, il passaggio ulteriore, se mai ce ne fosse bisogno, mi auguro di no, è una chiusura totale. Ma quando si dice chiudere tutto significa chiudere tutto e, lo dico ai tanti che ancora lo scrivono sui social: riflettiamo su cosa può voler dire nella nostra quotidianità".

Controlli

Proseguono intanto i controlli per far sì che le ordinanze vengano rispettate. Sono stati 7.246 quelli effettuati ieri alle forze dell'ordine a Milano e provincia, con 435 persone denunciate. Quasi cinquemila (4.810) gli esercizi commerciali controllati, con due titolari di esercizi sanzionati e altri due denunciati.