REDAZIONE MILANO

Gli avvocati: "Non si trova più il palo fatale. Smaltito da Amsa, era elemento di indagine"

La circostanza che la corsa a tutta velocità di Ramy sia finita contro al palo del semaforo sul marciapiede...

La circostanza che la corsa a tutta velocità di Ramy sia finita contro al palo del semaforo sul marciapiede di via Ripamonti sembrerebbe essere avvalorato da alcune fotografie agli atti dell’indagine e anche il testimone O. lo riferisce. L’altra ipotesi è che la causa del decesso sia stata l’impatto con l’asfalto. Non solo il palo, ma anche il giubbino che indossava Ramy al momento dello schianto contro il palo che gli spaccò in due la schiena, non è mai stato trovato. Anche in questo caso l’istanza dell’avvocata Indovina non ha avuto risposta dai pm che indagano Bouzidi e il militare che guidava la gazzella dell’Arma per omicidio stradale. In una seconda inchiesta sono indagati altri due carabinieri per favoreggiamento, frode processuale e depistaggio. Una terza tranche dell’indagine è stata avviata nei giorni scorsi dopo la denuncia dell’avvocata Debora Piazza, che assiste Fares, nella quale si ipotizzano i reati di lesioni e falso a carico di due carabinieri, il conducente dell’auto e un altro che redasse il verbale in ipotesi non veritiero. Nei prossimi giorni saranno depositati anche gli esiti dell’autopsia che, a quanto si è saputo, non presenta novità rispetto a quanto già si sapeva.

Ramy Elgaml morì per la lesione dell’aorta dovuta a un violento impatto.

Il palo semaforico sotto al quale venne trovato morto Ramy Elgaml, come testimoniano le fotografie agli atti dell’inchiesta della Procura, è stato smantellato e smaltito dall’Amsa, l’azienda dei rifiuti cittadina. È quanto si apprende in ambienti investigativi sul "destino" del palo della cui esistenza ha chiesto più volte conto l’avvocata Barbara Indovina, che assiste i familiari del giovane passeggero dello scooter.