Il piccolo Gabriele con la mamma
Il piccolo Gabriele con la mamma

Mapoli, 16 ottobre 2019 - Era tutto pronto. Vicinissima la strada verso il trapianto di midollo, verso la salvezza. Ma i piedini hanno dovuto fare dietrofront all’ultimo momento: il donatore ha chiesto un rinvio di data. Un colpo alla speranza di Gabry little hero, così è soprannominato Gabriele, «piccolo eroe» milanese di due anni compiuti lo scorso 22 settembre, l’unico bimbo italiano con la Sifd (Anemia sideroblastica con immunodeficienza delle cellule B, febbri periodiche e ritardo dello sviluppo). In primavera papà Cristiano e mamma Filomena avevano lanciato l’appello per cercare il suo «gemello genetico» anche tramite una pagina Facebook («Gabry Little Hero»), ora seguita da più di 8.300 persone. Impresa ardua: una persona su centomila sarebbe stata compatibile.

La buona notizia che tutti aspettavano è arrivata poco più di un mese fa: «Trovato il donatore», ha annunciato papà Cristiano, felice, dopo averlo saputo dagli Spedali civili di Brescia dove il suo figlioletto è in cura. Non sa nulla su chi sia questa persona, né la persona sa per chi donerà il midollo. Non a caso, il motto di Admo (Associazione donatori midollo osseo, ndr) è «Non so per chi ma so perché». «Si dona indipendentemente dal destinatario, per regalare una vita», ricorda Cristiano, che adesso non sa neppure il motivo del rinvio. «Qualche giorno fa, arrivati in ospedale – racconta – dopo le indicazioni, le raccomandazioni, i saluti, i pianti, le promesse, io e mia moglie stavamo per entrare in reparto insieme a Gabriele quando con nostra grande sorpresa abbiamo trovato il primario ad aspettarci perché voleva parlarci: poco prima del nostro ingresso, il donatore aveva chiesto un rinvio di data. Ovviamente non conosciamo i motivi di questa richiesta che saranno più che validi (anche perché la prima data è stata da lui stesso proposta) e non giudichiamo il nostro donatore che comunque è il nostro angelo, e come tale continueremo a definirlo, tuttavia questo rinvio ci ha provati». 

Il papà sottolinea che «non ci sono dubbi sulla compatibilità e neppure sulla volontà di donare. Ci sono state più conferme, analisi, controlli di idoneità ripetuti. Si tratta di un rinvio». Magari un timore dell’ultimo momento. O un impedimento che lo ha frenato. «Ma noi non perdiamo la speranza. Anzi, cogliamo l’occasione per lanciare un messaggio che probabilmente non avremmo lanciato se non ci fosse capitata questa disavventura: ricordare sempre che il dono deve essere consapevole». 

Gabry, intanto, ha iniziato un percorso per prepararsi al momento fatidico. «Ha installato un catetere venoso centrale con un mese di anticipo, ha sospeso la fisioterapia, la logopedia e la psicomotricità. La sua sorellina gemella ha sospeso l’asilo ed è in casa. Non abbiamo festeggiato il loro compleanno con tutte le persone che avremmo voluto per limitare i contatti. La nonna Rosa è venuta a vivere con noi con un mese di anticipo. Ma ci sono anche le implicazioni emotive e organizzative, ci sono i progetti che abbiamo sospeso io e mia moglie, c’è la riorganizzazione di un reparto ospedaliero che era pronto ad accogliere Gabry. Noi non molliamo ma chiediamo a tutti meno indifferenza e più consapevolezza».
Ora resta tutto in sospeso. «Trapianto rinviato, non annullato – sottolinea papà Cristiano –. Il nostro cuore resta colmo di gratitudine e di speranza».