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19 mar 2022

FdI: il 20% dei dividendi A2A per tagliare le bollette

La mozione di Mascaretti: 14 milioni di euro per aiutare famiglie e aziende in crisi

Destinare il 20% dei dividendi A2A destinati al Comune per sostenere famiglie, aziende, ristoratori, commercianti e artigiani in difficoltà a causa del rincaro dell’energia. È questo la richiesta contenuta in una mozione di Fratelli d’Italia – primo firmatario il consigliere Andrea Mascaretti (nella foto) – alla Giunta comunale guidata dal sindaco Giuseppe Sala. Una proposta che, in termini di cifre, si traduce così: nel 2021 A2A ha prodotto 70 milioni di euro di dividendi, quindi il 20% vuol dire che Palazzo Marino dovrebbe destinare al taglio delle bollette di luce e gas 14 milioni di euro. Società come A2A – secondo il capogruppo di FdI Riccardo Truppo – "devono avere un occhio di riguardo, se possibile, ai cittadini e devono caricarsi di una responsabilità maggiore nei confronti delle famiglie".

La senatrice del partito e coordinatrice lombarda di FdI Daniela Santanchè allarga il discorso: "In questo momento non ci devono essere speculazioni e utili che crescono in modo esponenziale. Anche perché se le bollette non verranno calmierate i problemi saranno grandi e le risorse da mettere a disposizione saranno molte di più perché aziende e negozi chiuderanno". La Santanchè, subito dopo, punta il dito sull’idea dell’amministrazione di tagliare la temperatura negli immobili comunali e di ridurre l’utilizzo degli impianti di riscaldamento negli stessi stabili: "Sala deve dire ai cittadini che ci sarà un lockdown energetico e che la temperatura deve scendere di qualche grado ma in tutte le case, anche quelle del centro, la misura deve valere per tutti. Abbia coraggio".

Enrico Marcora di FdI, infine, chiede chiarezza sul piano di investimenti di A2A: "La società prevede di investire 18 miliardi di euro in dieci anni. Una cifra che potrebbe indebolire A2A, costretta a fare un aumento di capitale. A quel punto potrebbe emergere l’ipotesi di far diminuire le quote di Brescia e di Milano – il 25% per ognuno dei due Comuni – nella società. Uno scenario a cui FdI si oppone".

M.Min.

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