L'esterno dell'Ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverato il 79enne (Ansa)
L'esterno dell'Ospedale San Raffaele di Milano dove è ricoverato il 79enne (Ansa)

Milano, 13 novembre 2019 - Ha approfittato con "freddezza" del permesso premio che gli è stato concesso, ha "ordito l'aggressione", mascherandosi da operatore del San Raffaele e sapendo che al piano 'meno 1' non c'erano telecamere e alla
fine, se non fosse stato bloccato dalla polizia, non sarebbe tornato in carcere. È questo Antonio Cianci, l'ergastolano 60enne che sabato ha tentato di uccidere un anziano, come scrive il gip Ilaria De Magistris: ha "bisogno" di "cimentarsi" nei crimini e di mostrare, "ostentare" la sua "dominanza criminale".

Nell'ordinanza di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip su richiesta del pm Nicola Rossato, vengono descritti la rapina e il tentato omicidio che Cianci ha commesso ai danni di un 79enne quattro giorni fa, dopo che nel '79 uccise 3 carabinieri della stazione di Melzo e prima, nel '74, quando aveva 15 anni, un metronotte. Cianci in permesso premio, concesso per 12 ore, sabato ha rubato in ospedale una tuta da inserviente, guanti, mascherina e un apparecchio per misurare la pressione per passare inosservato in ospedale, ha chiesto soldi all'anziano che gli ha dato quello che aveva in tasca, "9 euro e 37 centesimi". L'ergastolano "adirato" per la cifra "esigua" a quel punto gli ha sferrato un fendente alla gola con un taglierino, una "lesione potenzialmente mortale" perché ha sfiorato la giugulare.

Quando è stato bloccato poco lontano, mentre aspettava un bus, era "apparentemente tranquill"», si legge nell'ordinanza, e poco prima aveva buttato in un bidone guanti, mascherina e l'apparecchio per la pressione che gli erano serviti per mascherarsi, oltre al cellulare della vittima e al taglierino. Per il gip Cianci con le sue azioni, ma anche con quelle frasi "provocatorie" dette nell'interrogatorio di ieri a San Vittore, dimostra il suo "perdurante bisogno, non governato seppur lucido, di cimentarsi in atti criminali complessi", un «bisogno che Cianci mostra in tal modo di nutrire tuttora, malgrado la sua "biografia penale»" Vuole, prosegue il giudice, "affermare una propensione" alla "commissione di delitti" di "particolare efferatezza". Quella contro l'anziano è stata, infatti, scrive ancora il gip, "un'aggressione violenta, sanguinaria", con "evidente dolo omicidiario".
GRG
13-NOV-19 13:

Cianci, ora accusato di rapina e tentato omicidio, era fuori dal carcere di Bollate, dove sta scontando l'ergastolo, per un permesso premio di 12 ore concesso sulla base di una norma che prevede la valutazione di buona condotta e assenza di pericolosità sociale. L'uomo doveva andare a trovare la sorella a Cernusco sul Naviglio.  Era il terzo permesso quello di cui usufruiva, dopo uno concesso a fine luglio e un altro ai primi di novembre.